Castello Estense Ferrara le origini da Torre a Residenza



 

Castello Estense Ferrara

da semplice Torre di avvistamento a Residenza Ducale

patrimonio mondiale riconosciuto dall’UNESCO

prima parte

 

 

Castello Estense Ferrara simbolo della città e patrimonio UNESCO

Castello Estense Ferrara simbolo della città e patrimonio UNESCO

 

 

 

La grande mole del Castello Estense Ferrara guida, da più di tre secoli, il tessuto urbano della città, inizialmente nato come fortezza, viene trasformato in palazzo, per la sua semplicità dell’architettura e la maestosità dei volumi, imponendosi in questo modo a simbolo perenne di Ferrara.

Grande testimone degli eventi storici succedutisi, spesso a volte protagonista degli eventi, raccoglie attorno a sé la cittadina, come una simbiosi, facendolo diventare il luogo più intenso, di valore storico-ambientale italiano.

Il mattone, presente a Ferrara in tutte le case, chiese, palazzi, di origine medievale e rinascimentale, contribuisce a questa simbiosi dell’insieme cittadino e qui usato con la maestria artigiana dell’epoca, nel costruire spigoli, archi e cornici.

Chiamato da Leon battista AlbertiLa rocca del tiranno”, si contraddice con la somiglianza di castello fiabesco, segnato dalle altane sulle imponenti torri, le terrazze, i balconi e le grandi finestre, in contrapposizione alle strette e minacciose feritoie dal quale gli uomini armati difendevano le sorti di quest’oggetto senza tempo.



Le origini del Castello Estense Ferrara

 

 

Come molti paesi, borghi e cittadine, anche Ferrara, vede e gode del periodo del cosiddetto “incastellamento”, ovvero l’individuazione di una torre, sita in posizione strategica, per il controllo e difesa dei confini del territorio. Mano a mano, per esigenze diverse, hanno uno sviluppo funzionale legato alla potenza militare e strategica, diventando fortilizi più o meno grandi e attrezzati, con sviluppo finale a Rocche e Castelli, determinando l’autonomia del territorio di dominio, protezione e difesa.

Molti di questi, con la comparsa delle armi da fuoco, cannoni e spingarde, diventano obsoleti, prediligendo, come mezzo di difesa per la città, le ampie cerchie murarie composte da bastioni, terrapieni e baluardi, ponendo il castello in secondo piano come elemento fortificato e trasformandolo in residenze signorili, mettendolo nelle mani di architetti e artigiani di tutto valore e fama.

Premesso questo, il Castello Estense Ferrara, inizialmente risiedeva in una antica torre di avvistamento, esistente agli inizi del XIII secolo, lungo la cinta muraria, che nel medioevo delimitava la città verso nord.

Situata accanto alla Porta dei Leoni fu trasformata in rocca, dopo l’insediamento a Signore di Ferrara di Obizzo II d’Este.

 

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La prima trasformazione del Castello Estense Ferrara

 

 

La torre subì la prima trasformazione con l’incamiciamento murario che partiva dalle fondamenta, per salire fino al primo piano, formando così un anello di spalti per il posizionamento delle artiglierie e macchine belliche, i quattro angoli, rinforzati, si presentavano con quattro piccole torri collegate tra loro.

La Torre dei Leoni dove è iniziato l’incastellamento di Ferrara

Tra il corpo dell’antica torre e le mura esterne della nuova struttura, furono ricavati corridoi di collegamento e rampe per gli animali utilizzati per il trasporto munizioni e armamenti, il tutto circondato da fossato, alimentato dal canale esterno le mura.

Gli spalti del primo piano erano protetti da merlature e nei muri si aprivano strette feritoie, tipiche della tecnica militare corrente, alcune di queste aperture permettevano sia il tiro radente delle bocche da fuoco lunghe, sia quello parabolico delle corte, cioè delle bombarde e dei mortai.



Da Rocca dei Leoni a castello di San Michele

 

 

Assegnato il progetto all’architetto Bartolino da Novara, per la trasformazione della Rocca dei Leoni, nel 1385 iniziò l’opera ponendo la “prima pietra” nel giorno di San Michele, dedicando così il nome al Castello all’arcangelo che cacciò i ribelli dal paradiso e protettore di porte e rocche di passaggio, solitamente inserite nella cinta muraria di una città.

Unì la Torre dei Leoni ad altre tre nuove torri, il tutto disposto a quadrilatero e unite, tra loro con corpi di fabbrica più bassi, delimitando in questo modo un cortile interno.

L’altorilievo presente sulla facciata della Torre dei Leoni

Furono inserite merlature sulle sporgenze murarie che servivano da parapetti ai camminamenti di ronda, realizzati quattro accessi al Castello, uno per lato e inseriti in costruzioni sporgenti e accostati alle torri, collegati all’esterno ed alla cinta muraria con ponti levatoi e alle fortificazioni indipendenti posto a protezione delle porte.

Le finestre del nuovo edificio erano molto piccole, a bifora, e nei piani bassi si aprivano strette feritoie che garantivano la difesa militare.

Il Castello Estense  Ferrara rimase immutato per oltre settant’anni, con la funzione strettamente militare, sede delle milizie estensi e di umide prigioni.



Da Fortezza militare a Residenza Ducale

 

 

Anche se il Castello di S. Michele, manteneva un uso prettamente militare, già a partire dal 1450, sotto il marchese Borso d’Este, alcune sale erano state utilizzate a scopo abitativo e d’ufficio.

Venne costruito un ponte in legno a unire il primo piano del palazzo al cortile del Castello, aprendo una via d’accesso presso la torre di sud-est, come comoda e veloce via di fuga in caso di pericolo, verso un luogo sicuro.

In seguito la duchessa Eleonora d’Aragona, trasferì la propria corte definitivamente in Castello, trasformando il ponte di collegamento in muratura, sopraelevato e chiuso diventando una vera e propria Via Coperta e dando il via all’ultima fase dell’incastellamento, assumendo sempre più mediante le opere di rifacimento, ingrandimento e ristrutturazione ad un Palazzo di corte.

La lunga balconata con sopra il Salone d’Onore da dove si accede anche al piccolo giardino pensile, tra Torre Marchesana e Torre dei Leoni

Si realizzò un portico nel cortile interno, con la parte superiore ad uso salone d’onore e una lunga balconata ad ovest a lato esterno, tra la Torre, chiamata Marchesana e la Torre dei Leoni, accedendo ad un piccolo giardino pensile.

Le varie trasformazioni attuate negli anni e dai vari discendenti della Casa d’Este, altrimenti nota come Estensi, proseguirono anche nel ‘500, con tuttavia incentrate solo le zone superiori del Castello, lasciando quelle sottostanti a ricoprire un ruolo difensivo del palazzo.

Sotto il duca Alfonso I vennero realizzati degli appartamenti a Via Coperta, portando così il sito allargato e modificato, durante il periodo della duchessa Eleonora, a divenire una vera e propria ala del palazzo, saldata in un unico corpo edilizio organizzato tra palazzi e cortili, il Quartiere Estense.

Alfonso I fece realizzare i famosi Camerini Dorati, i “Camerini di Alabastro”, sede della sua prestigiosa, ricca e famosa raccolta d’arte.

Vennero inoltre aperte le grandi Cucine Ducali ed al primo piano si ampliò il giardino pensile, a seguito di un grosso incendio, scoppiato nella zona della Torre di Santa Caterina e lungo l’ala occidentale, iniziarono un ciclo di lavori intorno al castello, che vide la nascita di un nuovo appartamento ducale proprio attorno alla Torre di Santa Caterina, l’Appartamento della Pazienza.

Altre trasformazioni stravolsero l’architettura del palazzo, anche a seguito di un forte terremoto che danneggiarono fortemente la struttura.


Chiamato l’architetto Girolamo da Carpi, dai duchi d’Este allora signori di Ferrara, si attuò la grande e definitiva trasformazione architettonica rinascimentale, fino all’occupazione da parte dei cardinali, dovuta all’abbandono degli Estense da Ferrara, per mancanza di erede legittimo riconosciuto dalla Chiesa a prendere in mano il suo governo.

Le opere compiute dai cardinali furono di arricchimento e impoverimento della struttura, nel 1770 il cardinale Scipione Borghese fece eliminare il giardino estense del Padiglione, collegando in questo modo l’entrata nord del Castello con la Via degli Angeli, dal balcone in legno sul rivellino, poteva così controllare le tre porte d’accesso alla città.

Tra il 1862 e il 1865, l’antico Canale Panfilio fu definitivamente interrato e divenne un collegamento sotterraneo utilizzato per alimentare l’acqua del fossato e intorno al 1858 monsignore Pietro Gramiccia diede inizio agli abbellimenti di parecchi vani del Castello, la Sala degli Stemmi fu ridipinta con nuove decorazioni che tesero a cancellare le preesistenti seicentesche.

Infine l’Amministrazione Provinciale acquistò all’asta il Castello Estense Ferrara, divenendone la proprietaria e attuando l’opera di recupero e valorizzazione del monumento, con l’apertura al pubblico, fatta eccezione del piano dove hanno sede a tutt’oggi, gli uffici della Provincia.

 


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