CASTELLO di SAMMEZZANO un bene da salvare



Sammezzano

un

Castello da salvare

 

 

castello di Sammezzano visto dall'alto

Castello di Sammezzano visto dall’alto

 

 

 

Il Castello di Sammezzano come tanti monumenti e borghi italiani, è in stato di abbandono e posto all’asta per situazione fallimentare.

Questa meraviglia architettonica, patrimonio culturale e artistico italiano, rischia di essere trasformato, se venisse acquistato da persone, purtroppo con scarso interesse per la conservazione e la fruibilità a tutti gli amanti dell’arte, in un resort o una SPA o in un qualsiasi immobile ad uso privato, togliendo così la possibilità, a chiunque volesse, di ammirarne le sue bellezze e l’accesso.

Facciata del Castello di Sammezzano

Facciata del Castello di Sammezzano

 

il Castello

 

 

Un vasto parco circonda il Castello di Sammezzano, in località Leccio nel comune di Reggello a Firenze.

Costruito in stile moresco,nei secoli ha visto il passaggio e la permanenza di personaggi come Carlo Magno e re Umberto I.

Di proprietà, per diversi secoli, della famiglia Ximenes D’Aragona e in seguito della famiglia Panciatichi, a cui si deve l’aspetto attuale del Castello di Sammezzano.

Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, dal 1853 donò all’edificio il suo stile moresco, utilizzando mano d’opera locale debitamente instruita.

La facciata ricorda molto il Taj Mahal, al suo interno, le sale, ben 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno e decorate da stucchi, sono ispirate all’Alhambra di Granada.

Anche la Casa Guardia, situata nel parco di Sammezzano, è stata progettata mantenendo lo stile del castello.

 

Castello di Sammezzano con il parco

Castello di Sammezzano con il parco

 

 

Il Castello di Sammezzano diviene Hotel

 

 

Nel dopo guerra, il castello, viene trasformato in un hotel di lusso e all’esterno fu allestito un piccolo bar, dove le famiglie del luogo e i giovani potessero avere un posto dove ritrovarsi e godersi una giornata sul prato, di fronte al castello.

Cessata la sua attività, nel 1990, l’hotel fu poi acquistato da una società inglese, che lo rese praticamente in un totale stato di abbandono.

I danni provocati da vandali sono visibili fin dal suo esterno, finestre rotte, statue rotte o rubate, come uno dei due “leoni piangenti” di terracotta risalenti al 1887.



I Leoni Piangenti del Castello di Sammezzano

 

 

Messi a guardia della cripta, vennero chiamati così, perché aspettavano il ritorno delle spoglie del padrone.

La maledizione, lanciata da una strega, predice la morte a chi profani le statue, morte causata dalla

Uno dei due Leoni Piangenti con la maledizione

Uno dei due Leoni Piangenti con la maledizione

malattia analoga a quella subita dal padrone Ferdinando, deceduto nel 1897 per una paralisi progressiva.

Pare proprio che i ladri, che hanno rubato il leone, siano morti della stessa malattia. Verità o leggenda?

Oggi grazie al comitato FPXA, costituito, in occasione del bicentenario dalla nascita del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, 1813-2013, si cerca di promuovere lo studio e la conoscenza del Castello di Sammezzano ed il suo parco.

 

Normalmente chiuso, grazie alla disponibilità della proprietà, alcune volte l’anno il Comitato, in collaborazione con le associazioni di volontariato del   luogo, organizza aperture del castello con visita guidata.                                                                                

video prodotto e girato da Urban Exploration

 

 

Le sale del Castello di Sammezzano

 

 

Nonostante Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, non avesse mai viaggiato nei paesi dove trovò ispirazione per le magnifiche sale, riuscì a realizzare quest’opera solamente basandosi su studi specifici della cultura orientale, sulle letture del periodo tratti da capolavori letterari e da racconti  di viaggiatori.

Le 365 sale e le 17 camere da letto, che si trovano nel Castello di Sammezzano, ha ognuna un nome, la Sala Bianca, la Galleria, la Sala degli Specchi, l’ottagono del Fumoir, la Sala dei Pavoni, la Sala dei Gigli, la Sala delle Stalattiti, dei Bacili Spagnoli, degli Amanti, sono solo alcune delle sale e sono una diversa dall’altra.

 

In questi spazi ampi e concatenati, con nicchie, angoli nascosti, aperture panoramiche, filari di colonne, percorsi labirintici, ricche di un inesauribile campionario colori, manifestato nei capitelli, archi, portali, volte a ventaglio, cupole, intrise di ricami e rivestimenti con arabescate filigrane di gesso.

In una di queste sale e per la precisione, nella Nicchia del Corridoio delle Stalattiti, una iscrizione, nata dalla delusione, da uomo politico molto impegnato, con idee liberali e fiero anticlericale.

Consigliere nel Municipio di Reggello e di Firenze, consigliere del Consiglio Compartimentale, eletto per due volte deputato del Regno, si dimise per protesta contro la legge sull’ asse ecclesiastico, che non rispettava quanto aveva promesso ai suoi elettori, delusione riportata in una frase scritta in latino che tradotta, dice: ”Mi vergogno a dirlo, ma è vero: l’Italia è in mano a ladri, esattori, meretrici e sensali che la controllano e la divorano. Ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”.

 

 

Il Parco

 

 

Esperto e appassionato di botanica, Ferdinando Panciatichi, ricreò tutta l’area attorno al Castello di Sammezzano, formata da circa 65 ettari di terreno, nel parco tra i più vasti della Toscana.

Vi fece piantare oltre 130 piante rare, di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane oltre a quelle indigene.

Probabilmente le condizioni climatiche e di terreno, che hanno trovato la specie delle Sequoie californiane, hanno contribuito, in soli 150 anni, alla cosiddetta “Sequoia Gemella”, a crescere oltre i 50 metri d’altezza e con una circonferenza di 8,50 metri, di entrare a far parte dei “150 alberi di eccezionale valore ambientale e monumentale”.

L’arredamento architettonico del parco, fu realizzato con elementi in stile moresco quali un ponte, una grotta artificiale con statua di Venere, vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto.
 


 

Il Movimento Save Sammezzano il loro sogno e il loro obiettivo diventi di tutti

 

 

Per questo il Castello di Sammezzano va preservato alla visione di tutti e onore al Movimento Save Sammezzano, che si sta battendo per, riporto i loro obiettivi così come scritto sul loro sito, “….è portare sotto gli occhi di tutti la situazione in cui versa Sammezzano (annessi e parco inclusi) e l’importanza architettonica, artistica e botanica di tutta l’area.

 

In questo modo si intende sensibilizzare quante più persone in merito alle esigenze di:

 

 

  • Avviare gli urgenti lavori di restauro di cui Sammezzano necessita
  • Prevedere delle precise modalità di fruizione pubblica, a prescindere dalla sua futura destinazione d’uso, in quanto le sue caratteristiche ne fanno un patrimonio artistico che, almeno moralmente, appartiene a tutta la nazione
  • Diffondere quanto più possibile tutte le informazioni atte alla promozione della conoscenza di Sammezzano poiché solamente “quando si riuscirà a dimostrare il suo valore assoluto” (cit.) riusciremo veramente a salvarlo

 


 

Il loro sogno che deve diventare quello di tutti gli italiani

 

 

“…Il nostro sogno è che Sammezzano divenga un polo museale multifunzionale, ovvero un luogo in cui le attività culturali e museali si intreccino con attività socio-ricreative. Questo potrebbe avvenire prevedendo per i 3 piani del castello le attività che meglio vi si potrebbero realizzare. Il piano terra, non avendo valore artistico, potrebbe essere adibito a ristorazione e Shop Area; il piano monumentale (quello centrale che per l’appunto è composto da decine di sale artisticamente rilevanti) potrebbe essere adibito a museo, location per cerimonie (galà, matrimoni, ecc) e attività promozionali (location per spot pubblicitari e video di altri generi quali film, ecc); mentre il secondo piano potrebbe essere adibito per l’ubicazione di mostre private, congressi, meeting, aree di co-working sociale ed un centro di studi orientali.

Gli annessi invece potrebbero essere ulilizzati per attività ricettive ed il parco per attività ricreative di tipo naturalistico quali passeggiate, pic-nik, tiro con l’arco, equitazione e tutte le altre attività che è possibile svolgere all’aperto.

Si verrebbe così a creare un sito unico e primo nel suo genere dove attività sociali e museali sarebbero capaci di coinvolgere milioni di persone ogni anno: dai residenti nelle zone limitrofe ai turisti che ogni mese vengono a visitare la nostra balle nazione.

Tutto ciò nella sola ottica dell’auto-sostenibilità di Sammezzano, senza seguire la logica del mero profitto e sotto la gestione di un ente (Fondazione, Comitato o Associazione) formato da cittadini.  Tali cittadini ovviamente dovranno possedere i requisiti indispensabili all’esplicitazione di tutte le attività appena menzionate.

Dal punto di vista puramente economico e finanziario, un progetto del genere sarebbe realizzabile solamente se non vi fosse un capitale iniziare da restituire/remunerare, per tale motivo la soluzione più idonea sarebbe un crowdfunding ben strutturato e capace di conseguire donazioni da decine di migliaia di persone in tutto il mondo. Ma proprio perché stiamo sognando, abbiamo preferito farlo in grande”.

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