Castel Ivano Fracena perchè non passarci una estate

 


 

 

Castel Ivano Fracena c’è molto da vedere

e quindi perché non passarci una estate

o almeno un weekend

 

 

Il comune sparso di Castel Ivano Fracena

Il comune sparso di Castel Ivano Fracena

 

 

 

Castel Ivano Fracena è un comune nato recentemente, ed è il risultato dell’unione dei Comuni di Strigno, Spera, Villa Agnedo e più recentemente il territorio di Ivano-Fracena, questi comuni poco distanti tra loro hanno tutti una loro peculiarità.

Si trova inserito in un lembo della Valsugana orientale ed è dominato da un fortilizio e residenza nobiliare, di alto valore storico e architettonico per l’Alto Adige, grazie anche alla particolare collocazione strategica.

Le due Guerre Mondiali hanno creato molti danni ai paesi, i bombardamenti hanno distrutto buona parte dei beni artistici e culturali, nonché gravi danni al Castello, ma una lenta opera di restauro e rifacimento, hanno riportato ad antichi splendori il comune di Castel Ivano Fracena, nonostante la perdita di diverse residenze e monumenti storici.

 


 

Castel Ivano Fracena

 

 

Come Castel Ivano Fracena intendo l’intero e attuale comune, dove sono incorporati i vari comuni, di cui tratterò singolarmente.

Borgo Ivano foto AT

 

 

Castel Ivano

 

 

L’imponente maniero è arroccato strategicamente sugli ultimi pendii del Monte Lefre, domina così la Valsugana inferiore e “fa ombra” al paese di Ivano-Fracena.

La zona considerata più antica del castello è quella che si pensi sia stata edificata, presumibilmente a cavallo del XI e XII secolo, ed è costituito dal mastio e dalla cerchia delle mura interne.

Nell’area della cinta muraria erano compresi, oltre al mastio, gli antichi casamenti e del palazzo centrale, edificato nei primi del 1600.

Nonostante il castello nel corso dei secoli abbia subito notevoli e sostanziali modifiche, nella sua pianta è possibile identificare nel lato est delle mura, un edificio che doveva fungere da ingresso al nucleo dell’antico castello.

Il maniero di Castel Ivano Fracena

Nucleo che venne notevolmente esteso con l’aggiunta di una cinta muraria esterna, che circonda tutta la sommità del colle, unendo con una semiellisse l’antico ingresso ad una torre quadrangolare detta Torre delle polveri.

L’ingresso, costituita da porta fortificata, è situata nella cinta antemurale e difesa da struttura merlata e saracinesche.

Poste sopra la porta, nella cornice, le insegne dei Trapp e della Casa d’Austria.

Inizialmente si ritiene, che il castello fosse adottato dai monaci Benedettini, come monastero, in seguito vi furono molti passaggi di proprietà, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’attuale proprietà, la famiglia Staudacher.

Nel cortile, il punto centrale del castello, abbiamo sulla sinistra,  un caseggiato a più piani, mentre sulla destra si trovano le antiche stalle e fienili, nel lato nord, una costruzione con arcate e loggiati sovrapposti, avente tra le colonne lo stemma Wolkenstein, con grifoni alati.

 

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Un giro dentro le mura del maniero di Castel Ivano Fracena

 

 

Il maniero essendo una proprietà privata, per poterlo visitare, bisogna ottenere un appuntamento contattando la segreteria o prenotarsi, durante l’estate per le visite nei fine settimana da giugno a settembre, link per prenotarsi.

Dalla strada che sale a Strigno, una grande cancellata in ferro dà accesso al maniero, superata la cancellata, troviamo, in posizione più elevata un piccolo edificio destinato presumibilmente ad abitazione del custode del castello.

Edificato in pietra e ciottoli locali, è coronato da merli, dandogli così l’aspetto di un castello in miniatura, seguendo la stradina, passato il nuovo ingresso, si giunge ad un trivio,  uno dei quali passando attraverso il parco, porta alla recente piscina e proprio in mezzo al parco, fa mostra di sé una statua bronzea raffigurante un leone, ispirato al leone di Waterloo ma senza il globo.

Da qui deviando a sinistra, secondo le indicazioni, si passa davanti alla Fontana della Vita e della Pace realizzata in acciaio inossidabile e si arriva al portale arcuato che immette nel giro delle mura, tra le ortensie fiorite lungo il percorso nell’antico fossato, oggi colmato.

 

 

Il camminamento di ronda

 

 

Dal mastio una scala in legno porta al camminamento di ronda coperto, la camera delle streghe.

Il primo tratto costeggia la muraglia ed è coperto da una suggestiva copertura in legno, complessa e articolata,  continuando il percorso lungo le mura, la vista è singolarmente esposta sui giochi visivi dei tetti degli edifici del castello a dal panorama circostante.

Al termine del camminamento si trova, oggi chiuso, il pozzo della morte, una botola su un profondo scavo dove nel fondo erano piantate lance e punte acuminate.

 


 

Il Mastio

 

 

Torrione a pianta rettangolare, con muri spessi fino a 1,50 metri e con altezza di 15 metri, si eleva con tutta la sua imponenza nella parte antica.

Costruito in più riprese, era inizialmente più basso, arrivava poco sopra le due finestre romaniche, successivamente fu innalzato all’attuale costruzione.

Al piano terra è ricavata la prigione degli uomini, un locale messo in comunicazione da un corridoio, attraverso una porticina con pesante battente ferrato e spioncino.

Il mastio con sotto la Loggia Benedettina e sulla destra il Palazzo di quà

All’interno della prigione è posta la statua in legno del protettore dei carcerati, San Leonardo di Noblac.

All’esterno, lungo il corridoio di collegamento del Palazzo di quà con il Palazzo di là è murato una grossa anella di ferro, dove venivano legati i prigionieri in attesa di giudizio.

Ai piani superiori è situata la prigione delle donne e sopra ancora, sotto la volta una stanza con scaletta,  che attraverso una stretta apertura, dava accesso alla stanza dell’assedio, ricavata nella terrazza della torre.

Sempre all’interno delle mura nella zona antica, troviamo il Palazzo di quà e il Palazzo di là con al centro la loggia a più piani del Corpo centrale.

 


 

Il Palazzo di là, il Corpo centrale e il Palazzo di quà

 

 

Il Palazzo di là, ampliato in più riprese si presenta come un fabbricato a più piani e tetto spiovente ad un’acqua.

L’intero palazzo oggi è adibito ad abitazione per la famiglia Staudacher, la facciata che dà nel cortile interno, presenta un grande arco di accesso all’atrio ed è chiuso da cancellata in ferro battuto finemente lavorata.

Il Corpo centrale leggermente arretrato, è posto al centro del cortile, il caseggiato è alleggerito da tre ordini di loggiato ad arcate,  al piano terra tre archi a colonne quadrate con incassati tra loro due bassorilievi in porfido con Grifoni alati che reggono gli scudi stemmati dei Wolkenstein e dei Wolkenstein Rodenegg, le tre arcate danno accesso a locali, anticamente di servizio, oggi ad uso espositivo.

Al primo piano il loggiato prende aria da una trifora, centrale con colonnine e arco a tutto tondo, mentre ai lati due bifore, anch’esse con colonnine tutte realizzate in pietra gialla proveniente dalla cava del Monte Lefre.

Il secondo piano arricchita da una balconata a colonne in legno e arretrate una serie di tre bifore.

Il primo piano del Corpo centrale, compresi corridoi e locali di collegamento con il Palazzo di quà, sono adibiti a sede espositiva per le mostre estive.

Le sale del Palazzo di quà, poste al primo piano, adibite ad esposizione, sono tre, la Sala dell’Arco Romano così chiamata per il grande arco teso a parete, arco non romano ma medioevale, occupata da una collezione di calamai di epoche diverse, la Sala dell’Archivio e di una sala più piccola detta Cappella Gotica usata come sala di rappresentanza nelle visite pastorali dei vescovi di Feltre.

Tutto il secondo piano del Palazzo di quà è con accesso vietato perché costituiscono appartamenti privati della proprietà.

 

 

Borgo Fracena nel comune di Castel Ivano Fracena

 

 

Come già accennato quelli che oggi fanno parte del comune di Castel Ivano Fracena, furono pesantemente bombardati durante l’ultima guerra e ricostruiti in seguito.

Borgo Fracena si sviluppava lungo la strada che conduceva da Borgo Ivano all’unica chiesa rimasta nel dopoguerra,  San Vendemiano.

Quasi completamente rasata al suolo, il nuovo incasato fu eretto appena fuori dall’abitato antico, sotto le pendici del Monte Lefre, lungo la strada chiamata in seguito via delle Case Nòve.

Borgo Fracena e sullo sfonfo monte Lefre foto AT

Nel vecchio borgo vengono restaurati e rimaneggiati diversi edifici, uno in particolare è rimasto pressoché identico all’originale,  un palazzo del settecento posto all’inizio del sentiero dei Roncheti che porta in Tesino, arrampicandosi lungo i fianchi del monte e inizindo appena passato un bel portico.

L’edificio conserva sulla facciata la data di costruzione, 1767 e una meridiana con sopra un affresco raffigurante la Madonna del Rosario con ai lati due angioletti e sotto di lei sulle nuvole i Santi Pietro e Paolo, San Domenico e Santa Caterina da Siena.

Il palazzotto con tutta probabilità, visto l’affresco e i piccoli particolari ben rifiniti, era di proprietà di una persona con un certo rango sociale.  

Presso il centro del borgo, si trova anche una vecchia edicola con all’interno un affresco, copia di una pala d’altare della chiesa di San Vendemiano.

 

 

La piccola chiesa di San Vendemiano

 

 

Edificata in posizione dominante su di un pianoro del Monte Lefre, sopra Borgo Fracena, fino al 1923 è stata l’unica chiesa del paese.

Gestita per diversi secoli da eremiti, vi fu messo mano parecchie volte a causa dell’instabilità del terreno argilloso su cui è costituita, con conseguenze a volte disastrose, solo col recente restauro si pensa di aver risolto il problema.

Chiesa di San Vendemiano

La chiesetta ha pianta rettangolare e abside poligonale, presenta un piccolo portico sulla facciata, decentrato rispetto al portale.

Lungo un fianco si nota il corpo esterno della sacrestia e sull’altro lato fuoriuscente dal tetto a due spioventi il campanile a vela.

L’interno ad unica navata è molto sobrio, con arco che collega la navata al presbiterio, sopraelevato da un gradino.

Due affreschi ornano la chiesetta, uno lungo la parete di destra della navata e uno nel piccolo portico esterno.

 


 

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