Cappelli di Paglia di Montappone



 

 

Cappelli di Paglia di Montappone

dalle teste dei contadini

a quelle dei personaggi illustri

 

 

 

I Cappelli di Paglia di Montappone

I Cappelli di Paglia di Montappone

 

 

Vi è un paese, situato sulle colline del Fermano e a pochi chilometri dalla Abbazia di Fiastra, pressoché sconosciuto, come paese in sé stesso ma famose in tutto il mondo, le sue lavorazioni artigianali i “Cappelli di Paglia”.

Ne portava uno, fieramente, Federico Fellini, ora il suo famoso cappello è stato donato dalla famiglia al Museo del Cappello di Montappone.

 

 

I Cappelli di Paglia

 

 

Nato nelle stalle, come copricapo da indossare per proteggersi dal sole durante le lavorazioni dei campi, con il detto “Contadino, scarpa grossa, cervello fino”, si ammette una enorme verità.

In effetti, nella zona di Montappone e Massa Fermana, la coltivazione del grano è sempre stata una risorsa molto importante per l’economia del paese e, si sa, i contadini non buttano niente e tutto fa risorsa, già nel lontano 1300, presero l’abitudine di intrecciare gli steli,  trovando il modo di utilizzare il gambo mietuto, dopo che era stato separato dalla spiga.



Poi, come si sia arrivati alla commercializzazione e a diventare capitale europea della produzione artigianale del cappello, poco si sa.

Rimane il fatto che, gli anni passano e nel 1800, Montappone ha affinato le tecniche per la fabbricazione, sia della traccia di paglia grezza, che delle sue lavorazioni, tra cui i Cappelli di Paglia.

Ma fu negli anni ‘50 che Montappone divenne centro monosettoriale per la produzione di Cappelli di Paglia, esportati in tutto il mondo, tra cui i famosi cappelli dei gondolieri di Venezia.

 

 

 

 

La lavorazione dei Cappelli di Paglia

 

 

A Montappone è stato istituito il Museo del Cappello e qui attraverso i macchinari d’epoca, filmati, fotografie vengono illustrate tutte le fasi di lavorazione dei cappelli, a partire dalla mietitura del grano, che è di una qualità particolare che viene coltivato nel territorio, il grano “Jervicella”, fino ad arrivare all’intreccio e alla cucitura. Le presse, utilizzate per la forma, anticamente erano battute con mazzuoli di legno fino a conferirgli la forma desiderata.

Nel paese sono presenti circa una quarantina di cappellifici, molti dei quali fanno lavorazioni esclusivamente artigianali, a mano, secondo l’antica tradizione tramandata di padre in figlio.

Le paglie, prima di essere intrecciate, venivano bagnate affinché durante la lavorazione non si spezzassero, le più comuni erano a quattro fili di paglia, di sette e di tredici, la treccia, poi,  veniva ripulita e per renderla più malleabile alla cucitura, si passava attraverso due rulli di legno o di ferro, chiamato “torchietto”.

L’abilità della cucitrice era, è, di fare in modo che i punti del refe, un filo molto robusto, risultassero invisibili, scomparendo tra le maglie della treccia.

Per finire, si dà la corretta forma e la lucidatura, infilando il cappello in una forma di legno e lisciandolo, facendo pressione, con un mazzuolo di legno duro.


L’evento “Il Cappello di Paglia” a Montappone

 

 

A Luglio di ogni anno, si svolge una manifestazione, nel centro storico del paese, che più che una rievocazione, è un presentare l’attività del cappellaio, dove gli artigiani, mostrano ai turisti e visitatori, come nascono i  Cappelli di Paglia di Montappone, famosi in tutto il mondo.

 

 

 

 

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