Calcata ex paese che muore rinato grazie ad artisti e yuppies



Calcata

il paese dove lo scorrere del tempo

è rallentato

 

 

Il Borgo di Calcata Vecchia che si erge su uno sperone tufaceo

Il Borgo di Calcata Vecchia che si erge su uno sperone tufaceo

 

 

Calcata nella provincia di Viterbo, non è un paese dove si ergono palazzi sontuosi o monumenti importanti, anzi l’esatto opposto ma è un borgo che già di sé , tutto nell’insieme, è un monumento.

Si trova a una cinquantina di chilometri da Viterbo e più o meno lo stesso da Roma, posizionato su uno sperone isolato di tufo, attorniato da fitta vegetazione e immerso nel Parco Regionale della Valle del Treja.

Un’unica strada dà accesso al Borgo di Calcata, la sua conformazione lo rende uno dei migliori esempi in Italia di paese fortificato “naturalmente”, in quanto difeso dalla struttura stessa dell’ambiente naturale, anziché dalla presenza di veri e propri bastioni o mura militari, le sue strette viuzze, le scalinate e i passaggi sotto buie arcate spesso conducono ai bordi del profondo precipizio che attornia l’intero abitato, in epoca medievale segno di sicurezza, oggi location meravigliose, dove si possono scorgere tramonti fantastici e panorami mozzafiato.



Calcata un po’ di storia

 

 

Di origine falisca, un antico popolo dell’Italia centrale, ne rimangono testimonianza innumerevoli resti sparsi nei dintorni di Calcata, tra cui spiccano le rovine della città di Narce, posta sullo sperone tufaceo opposto a Calcata e ai cui piedi sorge un tempio falisco, e la Necropoli di Pizzo Piede.

Il borgo, come si può ancora oggi vedere, conserva una struttura medievale, fu feudo della nobile famiglia degli Anguillara.

A partire dal famoso terremoto di Messina del 1908, fu giudicato, che alcuni borghi fossero a rischio di crollo e nel 1935, una legge decreta l’abbandono e la demolizione delle case, per i borghi ritenuti a rischio.

Da quel momento il paese cominciò a spopolarsi, i cittadini, si spostarono di 2 chilometri, costruendo il nuovo centro, Calcata Nuova ma fortunatamente, per un cavillo burocratico, il Borgo si salvò dalla demolizione.

Completamente abbandonato fu soprannominato il “paese che muore”, appellativo, questo, che allo stesso tempo era conferito alla più celebre Civita di Bagnoregio.

Negli anni ‘60 un team di geologi, ha confermato la solidità della rupe, ed il borgo riottiene l’abitabilità, da questo momento Calcata riprende vita ma in maniera soft, tutto deve rimanere sospeso nel tempo, chi ci va ad abitare sembra non voglia disturbare il lento e monotono scorrere del tempo, che da secoli pervade i vicoli e gli anfratti di questo borgo.

Il suo fascino decadente e surreale, di borgo fantasma attira artisti, artigiani ed intellettuali, venuti da ogni parte del mondo, in cerca di una dimensione di vita genuina e in contrasto con l’incalzante società industriale e consumistica.

Anche il borgo stesso sembra voler mantenere questo suo assopimento, oscurando il campo di ricezione dei cellulari, infatti oltrepassata l’unica porta d’accesso al paese, i cellulari non funzionano più, nemmeno internet.

Un borgo di appena 950 abitanti, molto curato e pulito, dove le mura delle case, nei vicoli che spesso non vedono mai il sole, dal gran che sono stretti, nel loro grigiore, coperti di muschio e licheni, portano una loro dignità medievale.

Vagabondare per queste viuzze, ammirando col naso per aria, i balconcini, le coperture ad arcata, gli splendidi portoncini, ti dà sensazione di essere un corpo estraneo da questo ambiente e di non voler disturbare tanto di più la tranquillità di Calcata, con il tuo passaggio e camminare in punta di piedi, perché persino il rumore delle tue scarpe sul selciato, dà l’impressione di svegliare quella calma tanto volta da questo borgo.

 

 

 

Il Borgo degli artisti

 

 

Chiamato anche “borgo degli artisti”, per l’alto numero di creativi provenienti da tutto il mondo che vivono e lavorano nel villaggio, non solo pittori e scultori ma anche musicisti e attori.

Si possono incontrare direttamente gli artisti nei loro studi d’arte o ammirare le loro opere esposte nelle gallerie e negli spazi espositivi.

Da visitare il cosiddetto “GRANARONE”, un antico granaio del 1670, salvato dal degrado dopo gli anni cinquanta e restaurato, oggi è sede di un’associazione culturale.

In località Colle, lo straordinario Museo Opera Bosco, creato dagli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin, è aperto al pubblico dal 1996.

Si tratta di un itinerario che percorre quasi due ettari di bosco, dove tra la vegetazione vi sono circa quaranta opere, eseguite interamente con materiali naturali, che riproducono svariati soggetti.



Il mistero di Calcata

 

 

Ma Calcata, come tanti Borghi ha anche lei il suo mistero, una leggenda narra che in questo Borgo trovò rifugio e prigionia, un lanzichenecco che partecipò al Sacco di Roma e depredato il Sancta sanctorum di San Giovanni in Laterano.

Fu imprigionato in paese ma prima di essere catturato, nascose in una nicchia, a fianco della porta d’accesso al paese, il Santo Prepuzio, vale a dire il prepuzio di Gesù, recisogli otto giorni dopo la sua nascita, venne conservato con cura dalla Vergine Maria, dopo di che non se ne ebbero notizie fino a quando, l’imperatore Carlo Magno lo ricevette in dono da un angelo e pare lo depose in qualche posto segreto della Città Eterna.

Dopo averlo nascosto, gli abitanti del Borgo notarono che gli animali non vollero più varcare quella soglia, si inginocchiavano davanti alla porta e non c’era verso di farli proseguire, in seguito fu scavata una buca in corrispondenza dello strano comportamento degli animali, e fu così ritrovato il cofanetto.

La leggenda prosegue, che nessuno fu in grado di aprirlo, solo una ragazza dall’animo puro ci riuscì e nell’atto di schiuderlo, si diffuse per tutto il castello e il paese un celestiale odore.


L’evento venne celebrato per circa quattro secoli con una solenne processione che cadeva nel giorno del 1°gennaio, ossia della SS. Circoncisione, inoltre la chiesa, ai pellegrini che arrivavano a venerare la reliquia, concedeva un’indulgenza di dieci anni.

La sacra reliquia fu poi protagonista di altri miracoli, fino a che, circa quaranta anni fa’, scomparve misteriosamente, si ritiene sia stata nuovamente rubata, ed altri invece pensano che venga tenuta ben nascosta nella parrocchia poiché ritenuta troppo “imbarazzante”.

Al di sotto del livello delle stradine e delle piazze, molte case hanno grotte che spesso si sviluppano su più livelli, sono adibiti a depositi, cantine e, a volte, tombe e antichi luoghi di culto, una credenza diffusa, è che il luogo dove ora sorge l’abitato di Calcata vecchia, ospitasse un luogo sacrificale in cui si compivano misteriosi riti magici e propiziatori, forse legati ad arcaici culti astrali.

Inoltre, pare che ancor oggi si svolga in qualche abitazione di Calcata e in alcune delle numerose grotte sottostanti l’abitato, riti esoterici ed iniziatici.

 

 

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