Borgo Sant’Angelo uno dei borghi settentrionali



 

Borgo Sant’Angelo 

uno dei 

Borghi settentrionali

di Perugia 

 

 

 

La diramazione dei bracci dei borghi che crescono all’esterno della cerchia muraria più antica della città  è netta nel versante settentrionale,  dove la lunga appendice del Borgo Sant’Angelo, completamente strutturato lungo la strada principale verso nord-ovest, esemplifica in maniera del tutto manualistica il modello di sviluppo tipico dei borghi medievali.

Sono quartieri elaborati ad accogliere le popolazioni che venivano via dalla campagna. Borgo Sant’Angelo, così come Borgo Sant’Antonio, che è più corto a causa dell’asperità del colle, in direzione Gubbio.

Nonostante siano contornati da mura di cinta, per la loro struttura edilizia e composizione sociale, mantengono la definizione di “Città Bassa“, la parte più nobile è la cosiddetta “Città Alta“.

 

Borgo Sant’Angelo

 

 

vista di Palazzo Gallenga Stuart e sfondo Borgo Sant'Angelo

vista di Palazzo Gallenga Stuart e sfondo Borgo Sant’Angelo

 


Attraversata centralmente dalla “Via Regale“, Corso Garibaldi, la strada centrale medievale con inizio, verso nord-ovest, da ” piazza Fortebraccio in asse con l’Arco Etrusco.

Piazza Fortebraccio, detta anche “Grimana“, in ricordo del Cardinale Marino Grimani.  

Egli, creò la piazza, facendo riempire l’affossamento che teneva separata la città murata, dall’antistante borgo Sant’Angelo, ed è snodo principale del traffico urbano, con opere novecentesche che impreziosiscono lo spazio attiguo alla grandiosa opera di accesso, come l’Arco Etrusco e il Palazzo Gallenga Stuart, di stile barocco settecentesco.

 


L’Arco Etrusco o l’Arco d’Augusto di Borgo Sant’Angelo.

 

 

particolare di piazza Fortebraccio con di fronte l'Arco Etrusco e sul lato l'Università Italiana per gli Stranieri

particolare di piazza Fortebraccio con di fronte l’Arco Etrusco e sul lato l’Università Italiana per gli Stranieri

Porta d’accesso settentrionale principale, all’allora città etrusca.Costruita nel III secolo a.C., subisce diversi interventi nel corso dei secoli. È formato da prospetto ornamentale attraversato da un fornice in posizione obliqua rispetto il fronte e fiancheggiato da due torrioni trapezoidali.

Posto sopra l’arco vi è un fregio ornato da scudi rotondi scompartiti da bassi pilastri ionici. La parte frontale termina in alto, con un arco tra due pilastri.

 

 

 

 

Palazzo Gallenga Stuart

 

 

Palazzo Gallenga Stuart ora sede dell'Università Italiana per gli Stranieri

Palazzo Gallenga Stuart ora sede dell’Università Italiana per gli Stranieri

 

Caratterizzato da vestiboli e scalone, con stucchi e busti del 700.  Originariamente era di proprietà della famiglia Antinori, ora invece è sede dell’Università italiana per Stranieri, costituita per svolgere attività di insegnamento e ricerca, con lo scopo di diffondere la lingua e la cultura italiana agli studenti di diverse nazionalità, che la frequentano.

Il palazzo occupa un intero lato di piazza Fortebraccio, la parte posteriore dello stesso fu terminato nel 1930, grazie a una donazione di uno studente americano, venuto a Perugia per studiare, nella costruzione mantenne le direttive del progetto originario.

Esternamente la facciata è un alternanza di toni caldi dati dal mattone e i toni freddi del bianco dei particolari.

Tre ordini di finestre decorate da cornici e lesene coronate da capitelli, ogni apertura è inframezzata da pilastri. Il portale d’ingresso è incorniciato da una struttura con colonne in pietra bianca.

 

 

Nell’ala moderna del palazzo, all’interno dell’aula magna, è conservato un importante affresco di G. Dottori.

Un importante esempio dell’arte tardo settecentesca, è la Sala Goldoniana, decorata con figurazioni mitiche, segni zodiacali e trompe d’oil.

Al terzo piano è conservata una collezione di tele del 1762 con soggetti paesaggistici e vedute di proprietà di Giuseppe Antinori.


L’Università Italiana per Stranieri

 

La più antica e prestigiosa istituzione italiana impegnata nell’attività di insegnamento, ricerca e diffusione della lingua e della civiltà d’Italia in tutte le loro espressioni, ha sede a Borgo Sant’Angelo.

 

 

L’avvocato perugino Astorre Lupattelli, nel 1921 istituì dei Corsi di Alta Cultura per studenti stranieri, allo scopo di di diffondere all’estero la conoscenza dell’Italia, di illustrarne la storia, le bellezze artistiche.

Il borgo ebbe, al momento della formazione, come struttura di aggregazione, il Convento Agostiniano.

Il consistente sviluppo, dello stesso, era dato dal forte flusso migratorio dei contadini, dando il carattere popolare al rione con costruzioni di evidente omogeneità organizzata con case a schiera posizionate a pettine sulla via principale. Sul retro delle case si aprono piccoli orti e cortili a servire per soddisfare le prime necessità e fabbisogni delle famiglie residenti.

Il Borgo Sant’Angelo prende, appunto, il nome  dal Tempio dedicato a San Michele Arcangelo e lo stemma rappresenta l’immagine di San Michele con le sole ali e la spada su fondo rosso riferito al fuoco, in relazione alla grande quantità di legna che passava dal borgo, proveniente dalle foreste poste esternamente le mura.

 

 



 


Il complesso monastico  di Sant’Agostino

 

Ora ad uso caserma, è posizionato in fondo a Piazza Lupattelli, sulla destra del corso.

 

Chiesa di Sant'Agostino esterno

Chiesa di Sant’Agostino esterno

La chiesa

 

Nata in stile gotico, fu completamente rifatta nel XVIII secolo. Si presenta con facciata composta da due fasce orizzontali con in basso un rivestimento, del tutto inusuale per la città , di marmo bicromo, bianco e rosa a formare un disegno geometrico, mentre nella parte superiore è composto da laterizio, presenta  un portale gemino di stile rinascimentale.

Il suo interno è a navata unica divisa in due campate e originariamente aveva nove absidi, ora purtroppo chiuse da sovrastrutture. Sono state ripristinate alcune delle cappelle gotiche rinascimentali, soppresse da rifacimenti neoclassici.

 

interno dell'oratorio di Sant'agostino

interno dell’oratorio di Sant’agostino

 

La prima cappella di Francesco di Virio da Settignano, intitolata al Santissimo Sacramento, con altare sovrastato da affresco rappresentante la Madonna delle Grazie, di Giannicola di Paolo.

Nella seconda cappella troviamo un affresco del Cristo e S.Andrea e il Martirio di S . Caterina dipinti da Arrigo Van Den Broek detto il Fiammingo.

Nelle cappelle nell’antica struttura gotica, dietro il transetto, si trovano dipinti attribuiti ad Allegretto Nuzi e a Piero di Puccio.

Nell’abside il coro ligneo  con intaglio e intarsio, fu probabilmente disegnato dal Perugino.

 

 

Il convento

 

 

Sul lato sinistro della chiesa oggi ospita la Caserma dedicata al Capitano di ventura Braccio Fortebraccio.

Lungo il corso troviamo tutta una serie di antichi complessi religiosi e assistenziali,

 


 

L’ex ospedale del Collegio della Mercanzia

 

 

Con strutture del duecento che fino a tempi recenti era adibito ad ostello per i poveri.

Sulla facciata, in alto è visibile il Grifo, che regge con gli artigli una balla simbolo del collegio.

Vi faceva parte la chiesa di S . Egidio, proseguendo, dopo le tipiche costruzioni a prospetto medievale con l’ingresso rialzato e botteghe al piano terra, incontriamo l’ex chiesa di S. Cristoforo, nota già da prima del 1250 come proprietà dell’Arte dei Maestri di Pietra e Legname.

Nella sommità della facciata è ancora visibile l’emblema della corporazione scolpito nella pietra, raffigurante la squadra e il compasso, il Portale a baldacchino risale al XIV secolo.

Circa a metà del corso con facciata in laterizio vi è un’ex casa per orfani di appartenenza al Collegio dei Notari.

Di fronte via della Pietra arriva fino all’ex Monastero di S.Benedetto oggi appartiene all’Opera Universitaria, la chiesa ha un caratteristico transetto pluri absidato e conserva parti della originale pavimentazione del cinquecento di Deruta e frammenti di affreschi del quattrocento.  Il suo campanile in mattoni e cupola a cipolla,richiama il gusto orientaleggiante.

Sul corso troviamo la chiesa e il Monastero di S . Caterina che divenne in parte, fabbrica per produzione di fiammiferi e poi ritornata ad uso monastico per le suore benedettine.

 

 

Più avanti c’è il Monastero della Beata Colomba da Rieti, dove si incontrarono San Francesco e San Domenico, al suo interno la Cella della Beata Colomba un dipinto su tela raffigurante Cristo portatore della Croce.

 

 

Prima del termine del corso su via del tempio si arriva alla Chiesa di S . Angelo.

 

 

Chiesa di Sant’Angelo

 

 

 

Tempio di Sant'Angelo da cui prende il nome il Borgo Sant'Angelo

Tempio di Sant’Angelo da cui prende il nome il Borgo Sant’Angelo

 

Di costruzione paleocristiana è la più antica della città di Perugia, sorge nelle immediate vicinanze della cinta muraria medievale e in posizione dominante la città.

A pianta circolare con parte centrale rialzata .Delle strutture originarie rimane il portale in stile gotico del trecento.

L’interno ha struttura rotonda ad anello circolare e con tetto visibile, al centro un tamburo che poggia su 16 colonne, la cui particolarità è quella di essere una diversa dall’altra sia per altezza che per materiali, dal granito, cipollino al marmo nero. Il tetto è sorretto da otto archi.

 

 

Provvisto di dodici finestre quadripartite a tutto sesto unite in gruppi di tre poste in corrispondenza delle entrate cappelle grazie a queste la luce è convogliata sull’antica lastra marmorea che costituisce l’altare creando un effetto di mistica religiosità.

Il corso termina alla Porta Sant’Angelo, la più grande delle porte medievali  di Perugia, esempio di architettura militare, il cassero merlato e originariamente a completamento delle mura era dotato di ponte e fossato.

Al suo interno, il Museo delle Mura e delle Porte di Perugia distribuito su tre piani, con le illustrazioni delle fasi storiche di edificazione dell’apparato difensivo della città, dal periodo etrusco-romana con un plastico riproducente la cinta muraria, alla Perugia Ottocentesca e per finire si raggiunge il terrazzo panoramico dove si può ammirare un bellissimo panorama della città.

 

 


 

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