Borgo medievale di Erice antica cittadina probabilmente Troiana



 

Il borgo medievale di Erice

il centro cittadino da santuario della dea Venere

a presidio fortificato della costa

 

 

Il Castello di Venere al Borgo medievale di Erice

Il Castello di Venere al Borgo medievale di Erice

 

 

Erice il suo centro cittadino, il borgo medievale, sorge sull’omonimo monte, non ha una grossa densità di abitanti, la maggior parte abita a valle ma qui il borgo medievale è uno spettacolo suggestivo, tra i panorami mozzafiato e i vicoli più o meno stretti, con o senza scalini e con una pavimentazione di ciottoli che sembrano dei mosaici.

Erice fino a qualche anno fa, portava il nome di Monte San Giuliano, il nome di Erice deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle.

Secondo lo storico Tucidide, uno dei principali esponenti della letteratura greca, Erice fu “fondata” da esuli Troiani fuggiti nel Mediterraneo, che unitamente alle popolazioni locali, diedero vita agli antichi abitanti della Sicilia Orientale gli Elimi.

Qui dove oggi si trova il Castello di Venere, sorgeva il Tempio di Venere Ericina, il culto della divinità femminile della fecondità assunse, con il passare dei secoli e dei popoli, nomi diversi, prima il culto fenicio della dea Astarte, adorata dagli Elimi, poi trasformato dai Romani in Venere Erycina, resero Erice un importante luogo di culto e punto di riferimento per quei naviganti di cui la Venere Ericina divenne protettrice. Durante l’impero romano, perse la sua importanza strategica, per assumere nuovamente centralità, dopo gli Arabi, sotto i Normanni, essi cambiarono il nome del paese e del monte in San Giuliano, edificando un castello al posto del santuario e conferendo al centro e al territorio l’assetto attuale, le fortificazioni furono consolidate  e la città assunse un ruolo di primo piano come presidio della costa e del vasto territorio sottostante.

 

Visita al Borgo Medievale

 

 

Il centro cittadino, posto a 751 metri slm, si può raggiungere in automobile, seguendo la strada panoramica dove viene svolta la famosa Cronoscalata del Monte Erice, una competizione automobilistica che si snoda lungo il tortuoso percorso che collega Valderice a Erice, oppure, se non si soffre di vertigini e se non c’è vento forte, la funivia, che collega Erice bassa con il borgo medievale.

Per la funivia, tenete presente che alle 20,00, chiude e quindi se pensate di fermarvi, per un qualsiasi motivo, oltre quell’orario è sicuramente meglio andare in macchina, il panorame è da spezzare il fiato in tutti e due casi.

Mentre si giunge a Erice, lo si vede cinto da possenti mura ciclopiche, con una simbolica e misteriosa pianta di triangolo equilatero, al suo interno, si trova il piccolo borgo medievale, che mantiene pressoché intatto il suo aspetto medievale, le stradine e i vicoli acciottolati, si snodano fitti al suo interno, quasi sempre a protezione di sguardi indiscreti dei cortili interni, pieni di piante fiorite, in cui si svolge la vita familiare.

Inoltrarsi all’interno delle sue vie, dalla tipica pavimentazione a selciato, sbirciando tra i caratteristici cortili interni delle abitazioni e godendo degli scorci che si aprono tra chiese, palazzi e castello, si ripercorre la testimonianza di un glorioso passato, viuzze così piccole da consentire talvolta il passaggio di una sola persona, che rivaleggiano con le passeggiate immerse nel verde, dei Giardini del Balio, da dove si può ammirare uno tra gli scenari più belli della Sicilia, le saline e le campagne, con sullo sfondo il mare e le Isole Egadi e nelle giornate limpide si scorgono addirittura Pantelleria ed Ustica.



Le mura ciclopiche, le porte del borgo medievale di Erice

 

 

Circondano il lato nord-est del borgo, l’unico ad essere esposto agli attacchi, le mura Elimo-Puniche, si ergono a grandi blocchi di pietra nella parte inferiore, la più antica e a blocchi squadrati più piccoli, posti in epoche successive, a innalzamento delle stesse.

A loro era affidata la difesa, dotata di torrette di avvistamento, di camminamenti a cui si accedeva attraverso ripide scalette e di piccole aperture che permettevano il passaggio degli abitanti e forse dei rifornimenti, le torri inizialmente erano  venticinque, ridotte poi a sedici, collegate tramite cortine murarie, si elevavano su imponenti massi, dove furono ritrovate iscrizioni fenicie, uno studioso ha tradotto le incisioni, occhi, bocca e casa, questi tre vocaboli servivano per ammonire il nemico, l’iscrizione fu interpretata in questo modo: “Le mura hanno occhi per vedere il nemico, bocca per mangiarlo e sono una casa sicura per gli abitanti”.

Le tre porte d’ingresso, Porta Spada, Porta Carmine e Porta Trapani, sono rimaste quasi integre e risalenti alla dominazione normanna.

 

Il Quartiere spagnolo e la sua veduta

 

 

Il Quartiere Spagnolo di Erice

 

 

Fuori dalle mura, su di un’ampia piattaforma rocciosa, sorge il Quartiere Spagnolo, o meglio, quella che doveva essere la caserma per i soldati spagnoli di presidio ad Erice ma l’opera non fu mai portata a termine, rimaneva realizzata solamente in parte, non si conoscono i veri motivi per l’abbandono, si sa solamente che quel pittoresco rudere rimase abbandonato per tanti lunghi decenni, fu sede di fantasmi per il popolo, e di greggi per i pastori, diventando sempre più fatiscente per il crollo di alcune parti, oggi completamente restaurato è utilizzato come centro di ricezione turistico- culturale.



Il Castello di Venere presidio del Borgo Medievale di Erice

 

 

Castello normanno costruito sul Tempio di Venere, utilizzando anche frammenti dell’antichissimo santuario e del tempio di epoca romana, anticamente collegato attraverso un ponte levatoio con le cosiddette Torri del Balio e collegato al resto della vetta, da un ponte levatoio, successivamente sostituito dall’attuale gradinata.

La sua facciata è volta ad occidente, sovrastata da merli ghibellini e l’area perimetrale segue, con rientranze e sporgenze il contorno della rupe, in un punto del perimetro è visibile l’imboccatura di una galleria segreta, che era sotterranea rispetto agli edifici scomparsi e conduceva fuori dal castello.

Castello di Venere

Fu residenza per i viceré aragonesi fino al XVI secolo, poi in seguito sotto i Borbone, divenne carcere e infine passato al conte Agostino Pepoli, che restaurò e edificò i Giardini del Balio e la Torre del Balio, oggi, dopo anni di abbandono, è destinata alla nuova funzionalità di “Osservatorio per la Pace” , ed è uno dei simboli di Erice.

Molte, moltissime sono le cose da vedere a Erice, molte non si possono scrivere o descrivere, perché sono sensazioni, piccoli particolari che nell’insieme ne fanno una cosa grande, un angolo, un portone, uno sbalzo su un muro, piccole cose interpretate meravigliosamente da soggetto a soggetto ma di un’ultima e monumentale struttura vi voglio parzialmente descrivere ed è



Il Duomo dell’Assunta o Matrice

 

 

Leggermente rialzata rispetto all’intero borgo medievale, all’angolo opposto, di quello che idealmente è il triangolo formato dal borgo di Erice e da dove si trova il Castello di Venere, nei pressi di Porta Trapani, si trova il principale luogo di culto cattolico e chiesa madre di Erice, dedicata alla Vergine Assunta.

Voluta da re Federico III d’Aragona è eretta al fianco della torre  d’avvistamento con base quadrangolare, per le guerre del Vespro e in seguito in campanile con bifore.

Il suo pronao ad archi, posto frontalmente l’entrata della chiesa, con la scalinata, furono costruiti in epoca successiva.

L’interno è a tre navate diviso da due colonnati di pilastri in tufo calcare su cui poggiano le volte ad archi costolati, in fondo alla chiesa lo splendido altare marmoreo, con la grande icona marmorea dove al centro si trova la Madonna in trono con il Bambino.

Andare a Erice non è come andare a fare una scampagnata o una gita fuori porta, comporta per la maggior parte della gente, un viaggio di alcuni giorni ma sicuramente se siete indecisi di dove andare a passare le ferie o un ponte lungo, o anche semplicemente regalarvi qualche giorno di relax, la Sicilia con le sue bellezze e il meraviglioso Borgo Medievale di Erice, merita senza dubbio il vostro pensiero e Lei vi ricompenserà, con ricordi indelebili.

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