Bensone modenese e l’usanza del pucciare

 


 

 

Bensone modenese

nel latte e nel vino

con l’usanza del pucciare

 

 

Bensone modenese

Bensone modenese

 

 

In molte regioni il dolce per fare colazione, è per la maggior parte, il ciambellone o ciambella, nel modenese invece è il Bensone, un dolce compatto a forma di pagnotta allungata, ed è anche un dolce da fine pasto, con la famosa arte del “Pucciare”.

In molte famiglie, soprattutto quelle contadine, a fine pasto c’era ma anche oggi non è da meno, l’usanza di terminare il pasto con una fetta di Bensonepucciato” in un bicchiere di vino Lambrusco o vino dolce bianco locale.

La fetta del Bensone pucciato nel vino prende subito la colorazione rosso-violacea del Lambrusco e con l’amalgama dei due sapori, il dolce e il vino, portato alla bocca ha un sapore che è solo da provare, oggi molti ristoranti anche rinomati, omaggiano i clienti a fine pasto di una fetta di Bensone e un calice di vino rosso o bianco.
 


 

Le origini di questo dolce modenese

 

 

Il Bensone, probabilmente uno dei pochi prodotti della cucina modenese, rimasto invariato negli ingredienti da secoli, si pensa che fosse già preparato nel XIII secolo, quando veniva offerto dalla comunità modenese, il 1° dicembre, giorno dedicato a Sant’Eligio, patrono dei Fabbri e degli Orafi, alla Corporazione di questi artigiani, in seguito poi allargata anche alle altre corporazioni artigiane e anche alla festa di Sant’Antonio.

Un’alternativa delle sue origini, è data dai sostenitori dell’ipotesi, che il suo nome fosse nato da “Pain de bendson” tradotto, il pane della benedizione, legato a riti religiosi e a feste religiose, dove vi era l’usanza come in occasione del Sabato Santo o a San Geminiano, protettore della città di Modena, di far benedire un dolce di fattura semplice.

Altri sostengono invece che il nome potrebbe derivare dal francese pain de son, ovvero pane di crusca, poiché un tempo, si utilizzava per la preparazione del dolce la farina non setacciata.

Gli ingredienti sono praticamente rimasti invariati, fin dalla nascita di questo dolce, prevede un impasto di farina, uova, burro, latte e miele.

Quest’ultimo ingrediente, ha poi lasciato il posto allo zucchero, prima di canna e successivamente di barbabietola, quando nel 1747 Sigismondo Margraff, scoprì nella beta vulgaris, la barbabietola da zucchero, l’esistenza del saccarosio.

Con lo stesso impasto si preparava anche la ciambella, “brazadèla“, che per tradizione religiosa era regalata ai giovani cresimati.

Secondo una consuetudine della Diocesi, rispettata almeno sino al 1920, il sacramento era impartito soltanto in Duomo, la domenica di Pentecoste ai ragazzi e alle ragazze del Comune di Modena e il lunedì successivo a quelli della montagna e della “Bassa”, in quei due giorni, le strade vicino al Duomo si riempivano di bancarelle che, oltre a coroncine, rosari e libretti da messa con la copertina di finta madreperla, vendevano le simboliche ciambelle.

Queste erano rotonde, con un largo foro al centro, che secondo l’usanza, venivano portate infilate in un braccio, durante la tradizionale visita dei cresimati ai parenti.
 


 

La ricetta e gli ingredienti del Bensone

 

 

La ricetta originale di Modena non prevede la farcitura ma da diversi anni, forse per adeguarsi anche ai gusti di molti, viene preparato con una farcia di marmellata di prugne brusca o con il classico “Savòr”, la marmellata di mosto d’uva e ultimamente per accontentare i più piccini e non solo, con la Nutella.

Io vi fornisco la ricetta del Bensone, con farcia di marmellata, sta poi a voi scegliere se marmellata o nutella o semplicemente fare il “Classico” senza niente.

 

 

 

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Ingredienti per 6 persone

 

500 gr di farina

250 gr di zucchero

100 gr di burro

3 uova di cui 2 intere più  un tuorlo

1 bustina di lievito per dolci

2-3 cucchiai di marmellata

scorza di 1 limone grattugiato

1 pizzico di sale

latte q.b.

granella di zucchero q.b.

 

la chiusura del Bensone con la farcia

 

 

Preparazione

 

 

Ponete su una spianatoia e mescolate i seguenti ingredienti, la farina con il lievito, aggiungete lo zucchero, le uova e la scorza del limone grattugiata,quindi sciogliete il burro e aggiungetelo alla farina iniziando a impastare fino a ottenere un composto morbido, se dovesse essere necessario aggiungete un po’ di latte.

Una volta che l’impasto è pronto apritelo un po’, per fare in modo che possa contenere la marmellata, spianatela al centro ma, attenzione di non metterne tanta, altrimenti il bensone rimarrà umido e non cuocerà bene, deve solo dare il profumo, richiudete i bordi laterali, facendo in modo che la farcia rimanga in mezzo, giratelo con le giunture verso il basso e incidete nel centro nel senso della lunghezza, con il coltello.

Foderate una placca con la carta da forno e disponete il bensone formando una specie di pane schiacciato, con forma un po’ allungata, spennellate con il tuorlo d’uovo e cospargete con la granella di zucchero, cuocete in forno caldo a 170° per circa 40-45 minuti. , fate comunque sempre la prova dello stecchino per assicurarvi che il dolce sia perfettamente cotto, una volta pronto, lasciate raffreddare e servire.

Provatene una fetta “pucciata” nel vino rosso secco o in uno dolce bianco e non ne farete più a meno.

Buon Appetito!!!

 

 

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