Bardi e il suo castello richiama i Ghost Hunters gli acchiappafantasmi

 


 

 

Bardi ha come difensore una Fortezza

che sorge su uno scoglio di diaspro rosso

 

Bardi il paese protetto dalla fortezza

Bardi il paese protetto dalla fortezza

 

 

 

La storia romantica del paese di Bardi, narra che la sua nascita sarebbe dovuta ad un elefante e per la precisione l’elefante di Annibale, l’ultimo dei suoi famosi pachidermi.

Rimasto bloccato, durante la marcia verso Roma, a causa di un inverno molto rigido, si accampa in un villaggio della Valle del Ceno, nel parmense.

Uno solo, dei molti elefanti che aveva quando partito da Cartagine, era rimasto, inoltre era ferito e stanco ma a parte lo spavento iniziale degli abitanti, divenne centro dell’attenzione e delicatezze da parte dei bambini che gli portavano frutta e verdura, questo per contraccambiare aiutava in qualche lavoro pesante e di forza.

L’elefante, però non superò l’inverno, gli abitanti del villaggio a ricordo del pachiderma, cominciarono a chiamare il villaggio come “Bardus”, elefante in latino, oggi Bardi.
 


 

Bardi oggi

 

 

Comune della provincia parmense è dominato dalla Fortezza, posta sopra uno “Scoglio” di Diaspro rosso, la sua presenza è documentata a partire dal 869.

Venduto poi al Vescovo di Piacenza, che ne detiene il possesso e la residenza fino alla metà del 1200, secolo in cui, viene ceduto ai Conti di Bardi, insieme alle terre circostanti.

Sempre nello stesso secolo dopo la distruzione del Castello, i possedimenti passarono ai Landi di Piacenza, nomunati i signori del feudo, che tra alti e bassi nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, videro riconosciuta e confermata la signoria, da Gian Galeazzo Visconti.

Il castello, inizialmente progettato come presidio militare, venne modificato e ampliato per diventare il fulcro della capitale, del piccolo stato libero, della signoria dei Landi.

 

Castello di Bardi

Castello di Bardi

 

 

Il castello di Bardi o Castello Landi

 

 

Fu edificato per proteggere la popolazione da invasione magiari, modificato e rielaborato più volte nel corso dei secoli, fu la famiglia Landi a trasformarlo da fortezza militare a dimora rinascimentale, abbellendolo con affreschi di pregio e dipinti di Botticelli e del Parmigianino, poi alla fine del 1800 divenne carcere militare e in seguito devoluto all’amministrazione comunale.

La sua struttura è tutta incentrata intorno al Mastio, di forma irregolare, per seguire la conformità dello “scoglio” sul quale erge.

Edificato in pietra, è interamente circondato da mura scarpate, con camminamenti di ronda interamente percorribile, anche qui con forma irregolare a seguire la conformazione dello sperone roccioso.

Nel mastio è ospitata una mostra sulla leggenda di Soleste e Moroello, i due amanti protagonisti di una tragica vicenda e che oggi vagano tra le mura del castello.

L’interno della Fortezza comprende diversi edifici, la residenza, gli alloggi delle milizie, la cappella, la sala della tortura, sono collegati tra di loro, con la corte interna e la piazza d’armi, da serpeggianti e strette scalette, che nelle tecniche di difesa dell’epoca, girano tutte verso destra.

Da visitare sono le torri, la piazza d’armi, il cortile d’onore porticato, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni e le sale di tortura, meritano una visita anche le Cucine, la Torre dell’Orologio, il Cortile d’Onore a cui si accede da una scalinata del seicento, a due rampe, la Cappella dei Principi con le insegne di Federico Landi sulla pavimentazione a mosaico.

Bellissimo, inoltre, è il Salone dei Principi, recentemente restaurato e il Museo della Fauna e del Bracconaggio.

 

 

I ghost hunters a caccia dei fantasmi di Bardi

 

 

Il Castello di Bardi è considerato l’Olimpo dei luoghi infestati d’Italia, in questo luogo sarebbero state “accertate” molte presenze paranormali da turisti, personale di sorveglianza al castello e soprattutto dai Ghost Hunters, i cacciatori di fantasmi.

Tutto cominciò intorno a cavallo del XV e XVI secolo, quando l’amore impossibile tra Soleste, figlia del Signore del castello e Moroello capitano dell’esercito.

Queste storia d’amore, logicamente non poteva avere seguito, lei era già stata promessa sposa ad un ricco possidente, gli incontri tra i due amanti, era segretamente favorito dalla balia di lei, che cercava in questo modo di ottenere la sua felicità.



Finché un giorno vi fu la partenza dell’armata capitanata da Moroello, per difendere i confini dello Stato, lei attese con ansia il suo ritorno, passati che erano i giorni, una mattina vide arrivare un gruppo di cavalieri, fu convinta che fosse il ritorno del suo amato, finché non vide le armature nemiche, credendo quindi che fosse stato ucciso in battaglia, per il dolore si gettò dai bastioni.

Il caso volle però, che si trattasse proprio del suo amato, di ritorno, con indosso per sfregio i colori del nemico, il capitano, saputo del suicidio dell’amata, disperato si getta anche lui, dalle mura del castello.

Questa è la storia, leggenda, che porta in tempi moderni i ghost hunters al castello, anche a seguito di notizie dove, guide locali riferiscono di strane manifestazioni, come l’odore di sterco, in periodi dell’anno in cui non avveniva la concimazione, in alternanza a essenze profumate, nella stessa stanza.

L’udire voci confuse di uomini e il rullo di tamburi in luoghi dove non c’era niente.

Un Capo Scout di Genova, che si accampò nel castello di Bardi con il suo gruppo e udì tutta notte il suono di una conversazione nella stanza adibita a locanda nei tempi antichi.

Pietre comparse in semicerchio durante la notte o di grandi massi spostati dal loro punto di origine.

 

 

Le ricerche a Bardi

 

 

In molti si dedicarono alla ricerca di queste presenze paranormali ma i due acchiappa fantasmi più famosi furono i giornalisti Gianni Santi e Daniele Kalousi, che nel 1999, pernottarono  al castello

Il fantasma del capitano Moroello nelcastello di Bardi

insieme a due medium, un biologo e una troupe di tecnici amati di strumentazione atta a catturare le variazioni di temperatura in un ambiente, come una fotocamera termoelettrica.

Fu così che nella notte, dopo che le medium avvertirono una presenza anomala, davanti ad una scala che porta alla sala del boia, venne fotografata la sagoma luminescente di un cavaliere con tanto di armatura.

Da rilievi effettuati, è risultato che l’armatura risale al XV secolo, proprio il periodo che sarebbe avvenuta la tragedia al Castello di Bardi.

Scoppiano inevitabilmente accese polemiche  sulla credibilità delle foto, con accuse di spot pubblicitario e di pregiudizio e chiusura mentale.

Oggi la popolarità della vicenda è scemata fino a non parlarne più ma rimane nella credenza popolare, che i fantasmi esistano e vaghino tra le mura del castello, alla ricerca l’uno dell’altro.

Quindi se andate a Bardi e visitate il Castello, non impressionatevi se lungo i camminamenti di ronda vedete una figura vacua di donna che osserva l’orizzonte triste e affranta, è Soleste che attende l’arrivo del suo amante.

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere