Babà uno dei tre dolci napoletani

 

 

 

Babà nasce Babka

ma Napoli lo rende famoso in tutto il mondo

naturalizzandolo partenopeo

 

 

Babà il dolce che rispecchia Napoli

Babà il dolce che rispecchia Napoli

 

 

Chi non conosce il Babà alzi la mano”, questo, come altri piatti della tradizione italiana, è conosciuto in tutto il mondo.

Nasce, come già scritto in altri articoli e come altri piatti tradizionali, all’estero ma solo la bravura e la caparbietà, in questo caso dei napoletani, a renderli radicalmente e tradizionalmente italiani.

 

 

Il Babà le origini polacche

 

 

Fu proprio da una fortuita infuriata, almeno così narra una delle storie sulla nascita del Babà o Babbà” come dicono i napoletani, dell’ex Re Polacco Stanislao Leszczinski, che dopo essere stato re di Polonia per circa 30 anni, venne spodestato e, essendo il suocero di Luigi XV di Francia, gli venne assegnato il Ducato di Lorena.

La noia e la frustrazione, per non avere più un peso “Reale”, lo portava a consumare dolci ma, aimè i cuochi e i pasticceri lorenesi, peccavano di poca fantasia e quindi gli  veniva proposto, spesso e volentieri, il  “kugelhupf”, dolce tipico di quel territorio, preparato con farina, burro, zucchero, uova e uva sultanina, con l’aggiunta di lievito di birra, si otteneva una pasta soffice e spugnosa.

Un dolce talmente asciutto e “sciapo”, che oltre ad incollarsi al palato, a lungo andare aveva nauseato Stanislao Leszczinski.

Dopo l’ennesima volta che gli veniva servito il dolce, a lui sgradito, in un impeto di rabbia e frustrazione, lo lanciò contro una parete, andando così a rovesciare una bottiglia di rum, che impregnò il Kugelhupf, fu così che da colore colore giallastro, assunse rapidamente una tonalità calda, ambrata, e un profumo inebriante cominciò a diffondersi



 

Fu così che nacque il Babà, in Polonia, grazie ad una figura reale ed alla sua ira.

Da qui il Babà, prima di arrivare a Napoli, fa un bel po’ di strada, si ferma a Parigi, giusto il periodo in cui Pintauro copiava le Sfogliatelle dal monastero Santa Rosa a Napoli, presso la Pasticceria Sthorer, veniva copiato il Babà.

Qui diventò il “Dolce per Eccellenza”, conosciuto e desiderato in tutta Parigi, poi il suo peregrinare fu lungo e tortuoso, prima di arrivare a Napoli, per farla breve i cuochi “Monzù”, così chiamati i cuochi professionisti napoletani, vennero mandati dalle famiglie nobili napoletane e dalla corte reale, ad apprendere le tecniche culinarie parigine.

Ecco come arrivò il Babà a Napoli.

 

 

La ricetta originale del Babà napoletano tratta dal sito “La voce di Napoli”

 

 

Per l’impasto

 

240 grammi di farina

80 grammi di burro

40 grammi di zucchero

4 uova

20 grammi di lievito di birra

4 grammi di sale fino

 

Per lo sciroppo al rhum

 

300 ml di acqua

160 grammi di zucchero

150 ml di Rhum

 

Per ungere

 

50 grammi di burro

 

 

O Babbà con panna

 

 

Preparazione del Babà

 

Il procedimento è molto semplice, per prima cosa bisogna lavorare un terzo della farina con il lievito sciolto in 2-3 cucchiai di acqua tiepida.

Una volta ottenuto un panetto liscio, metterlo su un piatto infarinato per una trentina di minuti aspettando che lieviti.

Una volta gonfiatosi, porlo in una ciotola ed impastarlo con le uova ed il burro, tenuto qualche ora a temperatura ambiente, a mano.

Aggiungere la restante farina, lo zucchero ed il sale, una volta ottenuto un impasto morbido bisogna sollevarlo e sbatterlo nella ciotola fino a quando non presenterà delle bolle, è a questo punto che va lasciato nel recipiente per altri 40 minuti a lievitare.

Una volta cresciuto, si riempiono fino a metà alcune forme coniche, del diametro di 6 cm e dell’altezza di 5-6 cm, unte di burro.

Aspettare che il tutto lieviti di nuovo e poi cuocere in forno preriscaldato a 180°.

Una volta cotti, i Babà devono essere sfornati e lasciati a raffreddare, nel frattempo si prepara lo sciroppo facendo bollire l’acqua con lo zucchero, che sarà poi versato ancora caldo sui dolci.

Infine, prima di essere servito, il Babà viene bagnato di rhum ed è pronto per essere mangiato.

 

Buon Appetito!!!


 

 

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