Arrosticini Abruzzesi

 


 

Arrosticini Abruzzesi

gli “Spiedini”

più famosi al mondo

 

Arrosticini Abruzzesi nelle classiche botticelle

Arrosticini Abruzzesi nelle classiche botticelle
Foto rilasciata gentilmente dal Ristorante Angolo del Lupo Grottammare

 

Arrosticini Abruzzesi, il modo più sbagliato è chiamarli spiedini, ne ha fatto le spese il famoso chef Antonio Cannavacciuolo, a Masterchef 2016, che li chiamava semplicemente “spiedini”, facendo rivoltare gli abruzzesi e il popolo del Web, amanti di questo particolarissimo piatto della tradizione abruzzese.

Gli Arrosticini Abruzzesi hanno una preparazione curata, con il giusto dosaggio di carne magra intervallata dal “grassetto”, la cottura non facile, come potrebbe sembrare in apparenza, il servizio in mazzi e non come diversi ristoranti, purtroppo fanno a “ventaglio” sul piatto, credendo di fare cosa giusta ma solo per l’occhio e mangiarli, anche questa un’arte, non va sfilata la carne dallo “stecco” con posate ma con i denti, lasciando il “baffo” ai lati delle labbra.

 

 

Le origini degli Arrosticini Abruzzesi

 

 

Gli Arrosticini Abruzzesi sono legati alla tradizione pastorizia, sono originari della zona che va dalla Piana del Voltigno, con i comuni di Villa Celiera, Civitella Casanova e Carpineto della Nora, fino a Penne.

Il loro nome in dialetto era, “rrustelle” o “rrustolle”, nome che ancora oggi viene usato per definirli ma solo dagli anziani abruzzesi, molto legati alle tradizioni, normalmente vengono definiti Arrosticini, così conosciuti in tutto il mondo.

Furono inventati da due pastori intorno agli anni ‘30, nella zona del Voltigno, che tagliarono la carne di pecora, in piccoli pezzi e infilati a mano su delle bacchette di legno.

Per cuocerli, staccarono un pezzo di grondaia, fatto un fuoco di carbone all’interno di essa e cucinati.

La “canala” o “fornacella” è il tipico attrezzo per la cottura degli Arrosticini Abruzzesi, così chiamata perché ricorda, appunto, il primo attrezzo usato per cuocerli.


La carne, la cottura e come vanno mangiati gli Arrosticini Abruzzesi

 

 

Anche se oggi, alcuni produttori preparino gli Arrosticini con diversi tipi di carne, agnello, montone, castrato e anche di pollo e maiale,per andare incontro ai diversi gusti dei consumatori, i veri Arrosticini Abruzzesi, sono di carne di pecora.

Anche la parte della pecora, con la quale sono preparati è importante, perchè non devono diventare troppo sfilacciosi o duri al palato, la giusta quantità di carne magra e grassa, con cui vengono intervallati i vari strati degli Arrosticini Abruzzesi, non è a caso, la cottura sulla brace deve dare l’opportunità al grasso di sciogliersi e mantenere “umida” la carne e qualificarle il giusto sapore.

 

Arrosticini Abruzzesi

 

 

La Cottura e il servizio

 

La cottura degli Arrosticini Abruzzesi, anche questa è particolare e fatta con la giusta attenzione, al di là della cottura fine a se stessa, quindi cuocerli senza farli asciugare troppo e non troppo duri, il bastoncino non deve essere bruciato né in punta né alla base della carne, questo soprattutto nei ristoranti, anche perchè come dice la mia amica chef Cinzia, “anche l’occhio vuole la sua parte”.

Una volta cotti, vanno serviti al tavolo, anche se non belli da vedersi, a mazzi, avvolti in carta alluminio o meglio ancora nelle “botticelle” o “maialetti”, contenitori appositi in cotto smaltato, che ne conservino il calore e la fragranza.

 



Booking.com

Purtroppo, come detto prima, alcuni ristoratori, pensando che la presentazione sia migliore, li dispongono a ventaglio nei piatti di portata, sbagliato, perché in questo modo gli Arrosticini Abruzzesi si raffreddano velocemente e perdono il loro gusto.

Vanno serviti a mazzo e nei grossi quantitativi, il ristoratore, calcolerà i giusti tempi di sevizio, per fare in modo che siano sempre caldi quando arrivano al tavolo. Il numero, nelle botticelle, in base al numero dei commensali, sarà da 20 pezzi a 30 e coperti da stagnola, facendo così in modo da non disperdere il calore.

Vanno serviti con del pane casereccio “a’bruschit”, in dialetto abruzzese significa abbrustolito, con olio, sale e a parte olio piccante.

Buon Appetito!!!


Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere