Ariccia val bene una gita

 


 

 

Ariccia città dei Castelli Romani

in lotta per la “Porchetta”

 

 

Ariccia con il Ponte Monumentale che divide il Parco Chigi e sulla destra piazza di Corte

Ariccia con il Ponte Monumentale che divide il Parco Chigi e sulla destra piazza di Corte

 

 

 

 

Enrico di Navarra, sovrano di Francia, pronunciò durante la guerra per il trono francese, “La Guerra dei Tre Enrichi”, “Parigi val bene una messa”, noi in maniera terra a terra, l’abbiamo cambiata in “Ariccia val bene una gita”, per toccare con mano, anzi con il palato, quale sia la Porchetta migliore.

Anche qui, come succede spesso per i prodotti tipici di altre città, esiste la lotta per la paternità della famosa porchetta, la lotta è tra Ariccia e Norcia, terra di norcini e famosa sin dai tempi dei romani per l’allevamento del maiale.

 

 

Un giro per Ariccia

 

 

Solo andare in una delle numerose “Fraschette”, nel centro di Ariccia, vale la pena di fare una gita in questa città alle porte di Roma.

La “fraschetta”, è un’osteria tipica o, atipica sarebbe la sua definizione più consona, dei Colli Romani, la maggior concentrazione di questi locali è appunto Ariccia, dove è particolarmente forte l’abbinamento con la porchetta, la cui produzione in questi luoghi vanta una tradizione millenaria, risalente ad epoche pre-romaniche ed in particolare alla popolazione dei Prisci Latini.

Nate in epoca medievale, per sopperire ai bisogni dei contadini dalle campagne romane, che si spostavano in Roma a vendere i loro prodotti e che durante il viaggio necessitavano di punti di ristoro.

In epoca medievale nacque l’usanza, di apporre una frasca ben carica di foglie sopra l’ingresso del locale ad indicare ai frequentatori che il vino nuovo era pronto.

 

Interno di una delle tante Fraschette di Ariccia

 

L’arredamento delle fraschette era piuttosto spartano, si componeva da botti poste ai lati del locale e di tavoli e panche a beneficio dei clienti, sparse per la stanza, ai muri attrezzi tipici per la vendemmia e produzione del vino, mentre nel seminterrato la cantina dove venivano conservate le botti del vino.

La caratteristica che la differenziava dalle osterie era che la fraschetta era priva di cucina, veniva forse servito del pane e uova sode, il cibo lo dovevano portare i clienti.

Ben presto però si sparse l’abitudine, da parte degli abitanti più intraprendenti, di approntare dei banchi vendita in prossimità delle fraschette con generi alimentari di vario tipo. Tra questi, il prodotto più diffuso, di tradizione trimillenaria, era rappresentato dalla porchetta, il cui connubio con questi locali ha reso inscindibile questo legame.


Oggi è possibile acquistare generi alimentari e poter fare dei pasti completi, si può degustare il vino “Sfuso”, venduto in caraffe di varie dimensioni, quella da 2 litri “Boccale” o “Barzilai“, quella da un litro “Mezzo Boccale” o “Tubbo“; quella da mezzo litro “Fojetta” e quella da un quarto, “Quartino“.

Di particolare tipicità e molto diffuso è la “Romanella“, un vino rosso leggermente frizzante.

Oltre alla porchetta e al vino, gli altri prodotti tipici, offerti dalle moderne fraschette, provengono dall’enogastronomia del Lazio e sono principalmente costituiti da salumi, formaggi freschi e stagionati ed antipasti vari, quali olive, sott’oli e sott’aceti.

 

 

Visita a Piazza di Corte

 

 

Oltre che alle atipiche Fraschette, meta di un forte turismo enogastronomico della zona, merita una visita il complesso monumentale di Piazza di Corte, costituito da Palazzo Chigi e il suo parco, il Ponte Monumentale, la Collegiata di Santa Maria Assunta.

 

Palazzo Chigi con alle spalle la cupola di Santa Maria Assunta

 

 

Palazzo Chigi e Parco Chigi di Ariccia

 

 

Considerato uno dei beni architettonici più rilevante della provincia di Roma una delle opere più celebrate di Gian Lorenzo Bernini.

Nato come il Palazzo Ducale degli allora Signori di Ariccia i Savalli, intorno agli inizi del 1600, per poi passare alla famiglia Chigi nel 1660, che pensarono bene ad un risanamento dell’abitato di Ariccia, chiamarono Gian Lorenzo Bernini e fecero mettere mano al progetto della Collegiata e di piazza della Corte, oltre che del nuovo palazzo trasformandolo in una fastosa dimora barocca.

Oggi vanta un’importante collezione di dipinti, sculture ed arredi, risalenti prevalentemente al XVII secolo, e provenienti anche da altre dimore di famiglia, tra cui lo stesso palazzo Chigi di Roma sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è sede del Museo del Barocco Romano.

Il Parco Chigi di Ariccia, copre un’area di circa 28 ettari al cui interno vi è una rigogliosa vegetazione, reperti archeologici, manufatti e fontane.

Monumento molto importante è l’Uccelliera fatta costruire dai Savelli, il parco era nato inizialmente, come riserva di caccia, in seguito la famiglia Chigi fece progettare da Bernini la Peschiera e il complesso delle fontane del Mascherone.

 

Il Ponte Monumentale di Ariccia

 

 

Il Ponte Monumentale di Ariccia

 

 

Opera architettonica di ineguagliabile bellezza, ispirato all’architettura degli acquedotti romani, contrassegnato da eleganti forme classiciste, su tre ordini di archi tra pilastri sovrastati da cornicione, con struttura in muratura e rivestimento in peperino, è alto circa 50 metri e lungo 312.

Purtroppo come molte opere di ineguagliabile bellezza, si porta dietro la nomea di, “Ponte dei Suicidi”, infatti sono dovuti intervenire con delle tensostrutture, per arginare gli eventi.

Voluto da Papa Pio IX, per fare in modo che il precedente tracciato, fatto eseguire da Papa Pio IV, con lo scopo di rettificare il tracciato della via Appia, tra Albano Laziale ed Ariccia, potesse coinvolgere la Città di Ariccia senza dover prolungare il percorso.

Nel tracciato della via Appia, inizialmente, per colmare il forte dislivello esistente prima di entrare ad Ariccia, i costruttori pensarono di eseguire una lunga deviazione di tre miglia, girando attorno al crinale di Vallericcia, per portare l’Appia direttamente a Genzano.

 

 

 

Collegiata di Santa Maria Assunta di Ariccia

 

 

Principale luogo di culto della città e parte integrante del complesso monumentale di Piazza di Corte, fatta costruire dalla famiglia Chigi e progettata da Bernini.

La facciata della Collegiata rientra a far parte, nel fronte monumentale di piazza di Corte, l’ingresso è preceduto da un portico con tre archi e richiama i due portici laterali, anch’essi a tre passaggi e privi dell’arco.

Due fonti battesimali del seicento, in legno, si trovano a fianco dell’ingresso, la Cupola, sorretta da otto colonne quadrate ha all’interno, in corrispondenza dello spazio tra le colonne, raffigurazioni di coppie di angeli, che sorreggono festoni e ghirlande.

La decorazione interna è a cassettoni esagonali, che vanno man mano rimpicciolendosi al raggiungimento del vertice, sormontato da lanterna.

All’interno dell’abside, interamente occupato da affresco del Borgognone, raffigurante l’Assunzione di Maria, si trova il Coro e il Tabernacolo, opere della fine del 1600 e al centro è posto l’altare maggiore.

All’esterno, posta frontalmente la Collegiata, la fontana, chiamata “del popolo”, con spruzzo centrale, è stata progettata da Benini.

 

La Porchetta di Ariccia

 

 

La Porchetta di Ariccia

 

 

Insignita del marchio IGP, la porchetta di Ariccia, è uno dei piatti tradizionali che viene servito nella Fraschette.

La caratteristica principale della porchetta, è la croccantezza della crosta e la sua carne insaporita e arricchita dall’uso sapiente del rosmarino, del pepe nero e dell’aglio, secondo la tradizione, viene preparata esclusivamente con suini femmine, da cui deriva il nome, perché la carne è più magra e saporita.

Dal 1950, ad Ariccia, a settembre in Piazza di Corte, si tiene la “Sagra della Porchetta di Ariccia”.

Non vi darò, per ovvie ragioni, la ricetta per la preparazione della porchetta, non tanto per la difficoltà o eventuale segretezza degli ingredienti ma per lo spazio e soprattutto, perché in quanti dovreste essere per consumare una porchetta intera, meglio fare un salto ad Ariccia e consumarla tra risate e spensieratezza, in una delle tante fraschette, magari accompagnandola da un “quartino” di vino Romanella servito bello fresco.

 

 


 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere