Andrew e Cinty i viaggi



 

 

Andrew e Cinty

viaggio da

Grottammare a Caserta Vecchia

 

 

 

I viaggi di Andrew e Cinty Grottammare-Caserta vecchia

I viaggi di Andrew e Cinty Grottammare-Caserta vecchia

 

 

«Allora sei pronta?»

«Non riesco a trovare gli stivali, sai dove sono?»

Andrew e Cinty, hanno programmato questo viaggio in moto, ormai da parecchio tempo.

Con google maps alla mano, hanno praticamente programmato tutto il viaggio, dove fermarsi a fare tappa, gli orari, i chilometri da percorrere e cosa vedere ma tanto sanno, che è servito, solo per passare le serate a darsi la carica, per questo viaggio.

Nonostante Andrew, sia un’amante del tutto programmato, perchè come dice lui ”Non mi piacciono le sorprese”, sa già, che una volta accesa la poderosa moto, si farà trascinare dall’ignoto, dall’avventura e “Andiamo dove ci porta l’ispirazione del momento”.

 

«Devono essere dentro alla scarpiera sul pianerottolo delle scale, prova a vedere, intanto io vado a caricare gli zaini sulla moto, fai in fretta».

«Ma chi ci corre dietro, è una settimana di riposo o un tour de force?»

«Non fare la sciocchina e muoviti, abbiamo una tabella di marcia da rispettare».

«Si, si, lo so non ti preoccupare», rispose Cinty con un risolino, ben sapendo che proprio lui è il primo a non rispettarla.


 

La Partenza del viaggio di Andrew e Cinty

 

Finalmente si parte, posizionata la cartina nel portamappa, fissato sul serbatoio della moto e provati gli interfono dei caschi, Andrew inserisce la prima e comincia il viaggio.

L’itinerario non è lungo, partenza da Grottammare e arrivo a Caserta vecchia.

«Perché proprio Caserta vecchia, chiese Cinty, quando si sedettero per programmare il viaggio.

«Ho visto uno special in televisione e mi hanno colpito tutti quei vicoli antichi, in stile medievale e poi la leggenda delle fate che si aggira attorno alla Cattedrale di San Michele Arcangelo», «Poi possiamo andare a fare un salto a vedere la Reggia di Caserta e poi perché no? Tutta l’Italia è meravigliosa e figurati che molti italiani dicono, Londra, l’Irlanda, che l’estero è meraviglioso e non conoscono, magari, che a pochi chilometri da casa loro, ci sono posti che non hanno niente a che invidiare con le altre città estere».

 

«Che dici, facciamo il lungomare fino a San Benedetto del Tronto o facciamo la nazionale?»

«Come vuoi, sei tu che guidi, però a quest’ora la nazionale è piena di traffico, forse è meglio il lungomare, poi vedi tu…»

«Ok, vada per il lungomare…e se ci fermassimo a far colazione al Caffè del Mar?»

«Per fortuna che abbiamo una tabella di marcia, vero? Tanto lo sapevo, è sempre così, decidi una cosa poi ne fai un’altra!”, disse ridendo Cinty.

«Ci fermiamo, così puoi mangiare la brioche che piace a te, quella con la crema di pistacchio, se no poi mi dici….Ecco potevamo fermarci….tanto ci vogliono cinque minuti… eccetera, eccetera e poi così salutiamo un po’ di amici»

«E’ sempre colpa mia, vero? Sei un somarello, dai andiamo ma non fermiamoci tanto, se no viene tardi».


 

A San Benedetto, proseguirono scavalcando il ponte sul Tronto, il fiume che delimita il confine verso il mare tra le Marche e l’Abruzzo, direzione Alba Adriatica, Giulianova, da qui poi prenderanno a destra per la superstrada che collega la riviera con Teramo.

«Non è in programma ma se ci fermassimo un’oretta a Teramo

«Perché?»

«Così, mi è venuta voglia di fare due passi in centro e poi come hai detto tu stamattina…Chi ci corre dietro?»

 

 

Due passi per Teramo di Andrew e Cinty

 

 

Lasciata la moto in Largo Madonna della Grazie, si danno uno sguardo attorno e notano l’area verde a Parco, che è stato intitolato al cantautore teramano Ivan Graziani.

«Già che ci siamo vuoi dare un’occhiata al Santuario della Madonna delle Grazie

«Si, mi piacerebbe, solo che mi sa che tra una cosa e un’altra, verrà tardi».

«Che importanza ha? Al massimo dormiamo a Teramo e ripartiamo domattina e poi si sa quando si parte ma l’itinerario può cambiare in ogni momento, giusto…?»

«Certo, detto da te è un’evento»

«Eeeh! Spiritosa»

 

 

 

Davanti all’entrata del Santuario, un bellissimo portico con quattro colonne massicce quadrate, che formano tre archi, ognuno con una entrata al Santuario, quella centrale più grande rispetto alle due laterali.

L’interno della chiesa è a pianta rettangolare, ad un’unica navata e ci sono tre rientranze, “cappelle”, per lato e ai lati colonne che formano il soffitto con volta a crociera, tutta la chiesa è dipinta con tre colori cromatici, bianco, azzurro e rosa antico che si alternano in un rigato orizzontale, lungo i muri.

«Wow!! hai visto che colori? Mai vista una chiesa così, sembra quasi…come dire…si come si dice?»

«Boh! Non saprei, non so cosa vuoi dire, a me ricorda un po’ l’oriente, sai quelle costruzioni arabe? E poi hai visto il soffitto? Tutto blu con quei dipinti? Magnifico! Starei qui dentro delle ore ad ammirare la luce e lo splendore di questa chiesa»

«Andrew, hai visto la statua della Madonna sopra l’altare? Che colori e poi sembra vera»

«Non esagerare, dai accendi la candela che andiamo, se no viene tardi, voglio andare in centro».


 

Fuori dal Santuario, attraversano il Parco Ivan Graziani e si trovano di fronte all’antica Porta Reale, chiamata anche, dai teramani, Porta Madonna, visto la vicinanza al Santuario.

«Questa è quella Porta che è stata costruita per ricevere in visita Ferdinando I di Borbone, chiese Cinty.

«Così ho letto, bello vero?»

«A me sembra uguale a tutti gli altri»

«Ma….!!»

Attraversato l’Arco, Andrew e Cinty si incamminano lungo Corso de Michetti diretti verso la piazza centrale dove sorge il Duomo di Teramo.

Lungo la strada passano davanti alla chiesa di Sant’Antonio e al suo lato, dall’altra parte della strada, una bassa costruzione con un portico che fa angolo, sede dell’ACI.

«Guarda Andrew, non ti ricordano quelle case che ci sono a Verona in Piazza delle Erbe

«Si, sarà per il colore o non so…ma ci assomigliano».

 

In fondo a Corso Cerulli, sbucano proprio davanti al Duomo di Teramo.

«E’ vero?, che più che una chiesa, sembra un castello, con tutti quei merli che ha sopra?»

«Andiamo a visitarlo? Andy?»

«No, facciamo due passi, se visitiamo tutte le chiese di Teramo stiamo qui un mese»

Andrew e Cinty percorrono tutta Piazza della Libertà, ammirando le strutture dei palazzi antichi e commentando i vari esercizi commerciali aperti lungo la piazza.

«Hai visto? Hanno riaperto lo storico bar Grande Italia, quello che era andato all’asta dopo il fallimento, andiamo a prendere un caffè?»

«Va bene” disse Cinty «Ma dopo ripartiamo»

 

 

 

 

Ritornati a prendere la moto, Andrew e Cinty, si dirigono verso L’Aquila, già da qualche chilometro prima di arrivare alla periferia della città, lungo l’autostrada, cominciano a vedere la moltitudine di gru, come antenne televisive, spiccare contro il cielo di colore blu intenso.

«Mamma mia, hai visto Andy, quante gru ci sono ancora?»

«Purtroppo sì, il terremoto ha fatto dei disastri enormi e poi con quello che c’è stato ultimamente, probabilmente ha fatto altri danni»

«Per fortuna che noi abruzzesi siamo tosti e non ci ferma nessuno», ammette Cinty

«E che non lo so? Vivo con una di loro. Ahahahah!»

«Che facciamo ci fermiamo a L’Aquila o no?» chiese Cinty

«No, tiriamo dritto fino a Magliano de’ Marsi, mangiamo qualcosa poi vediamo il da farsi, io intanto comincio ad avere un po’ di fame»

«Anch’io, hai visto dove andare a mangiare oppure seguiamo il tuo fiuto?»

«Il mio naso non ci ha mai tradito, una volta arrivati vediamo»

 

a Magliano de’ Marsi

 

Passati sotto l’interminabile galleria del Gran Sasso, Andrew e Cinty, si dirigono verso Magliano, il paese è iscritto nel Club dei Borghi Autentici d’Italia, ed è situato ai piedi del Massiccio del Monte Velino.

Il paese appare come tanti altri delle zone montane dell’Abruzzo e del Lazio, case basse, molto luminoso, come ad attirare il sole per poter scaldare la terra ma, Magliano de’ Marsi è meta turistica, non solo per i numerosi  sentieri naturalistici, area del parco Sirente-Velino, il sentiero del Grifone che collega Scurcola Marsicana a Celano e il cosiddetto, percorso Slow che collega Magliano dei Marsi, Massa d’Albe ed Alba Fucens con una serie di percorsi da fare a piedi, in bici e a cavallo.

Qui, vi sono molti siti archeologici e poi vi sono i ruderi della supposta tomba del Re di Macedonia Perseo, che dopo essere stato sconfitto dai romani venne imprigionato ad Alba Fucens e dopo la morte, il corpo venne trasferito, per la sepoltura lungo il tracciato originario dell’antica via Tiburtina Valeria che da Tivoli conduceva ad Alba Fucens.

 

 

 

«Guarda un po’ quell’agriturismo, vuoi che ci fermiamo lì, a mangiare? Sembra buono, che ne dici?» disse Andrew tutto eccitato.

«Andiamo dove vuoi, basta che ci fermiamo a mangiare, se no va a finire che mi mangio la moto per la fame»

L’agriturismo si chiama “Il Timo”, un bel locale, l’interno in muratura e legno, con colori caldi davvero accogliente e familiare.

L’esterno è un po’ diverso da quello che si ha nei soliti agriturismo, costruiti in muratura, in vecchi casali di campagna o montagna, questo sembra quasi un’esposizione di case di legno, molto caratteristico, ci sono anche casette prefabbricate, sempre in legno, che fungono da alloggi per gli ospiti che si vogliono fermare per qualche giorno.

«Ordiniamo?»

«Non credo che qui portino il menù, sai Andrew, mangi quello che dicono loro, quello che hanno preparato»

«Ah! Ok, basta che si mangi, tutto va bene, eccoli che arrivano»

«Buongiorno, siete mai stati qui da noi?»

«No, è la prima volta siamo di passaggio, come funziona?» chiese Andrew

«Allora come primi oggi abbiamo preparato, le fettuccine al tartufo, le pappardelle al cinghiale, la polenta con le salsicce e paglia e fieno con le salsicce, come secondi abbiamo carni alla griglia, agnello, arrosticini e…»

«Ok, va bene abbiamo deciso, Cinty tu prendi le pappardelle al cinghiale?»

«Si»

«Io invece le fettuccine al tartufo e poi come secondo, ci porta, una porzione di agnello alla griglia e 10-15 arrosticini, però prima un po’ di antipasto, non molto, giusto per rompere la fame mentre aspettiamo i primi».

«Da bere?»

«Acqua gassata e un po’ di vino, mezzo litro di rosso sfuso, grazie»

 

 

Tutte le gru ancore esistenti a L’Aquila

 

 

«E ora che facciamo?»

Andrew e Cinty, avevano terminato di pranzare e si erano fatte ormai le 16,00, in piedi davanti alla moto, vedono che il sole stava cominciando a calare dietro alle montagne.

«In montagna il sole tramonta presto, non me la sento di andare in giro, perché non andiamo direttamente a Sora così andiamo in albergo e facciamo una doccia e…» disse Cinty con un sorrisino.

«In effetti, comincio a stancarmi un po’ a guidare la moto e poi una bella doccia calda mi tenta molto e poi…, ok dai andiamo, da qui saranno una cinquantina di chilometri per strada normale, tra un’oretta più o meno siamo in albergo» Andrew nel terminare la frase e mettendosi il casco, incrociò lo sguardo di lei che gli sorrideva maliziosamente.

 

Andrew e Cinty in direzione Sora

 

Accesa la moto si dirigono in direzione Avezzano e poi Sora, il sole ormai era basso all’orizzonte e l’aria si stava facendo più frizzantina, Andrew e Cinty non vedevano l’ora di arrivare in albergo e potersi togliere le tute da moto, che si, tenevano caldo ma dopo tante ore cominciavano a dare fastidio e solo all’idea di una bella doccia calda e potersi sdraiare su lenzuola fresche e pulite, fecero accelerare l’andatura della moto.

Dopo un’oretta, arrivati a Sora si misero a cercare l’hotel Olimpus.

«E’ un po’ fuori dal centro ma ho letto diverse recensioni su Tripadvisor e mi sembra il migliore, se non altro ha la possibilità di mettere la moto al sicuro in garage, ho letto di diversi furti in zona, non si sa mai»

«Eccolo là, da fuori sembra carino e poi sono talmente stanca e ho tutto il sedere dolorante, a furia di star seduta su questa sella…poi mi fai massaggino…vero?» Saltò su Cinty, indicando la struttura sulla destra.

«Si, andiamo, non ne posso più, devo togliermi la tuta»



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«Buonasera, ho prenotato una camera per due notti ecco i miei documenti e quelli di mia moglie»

«Buonasera signor Andrew, la sua camera è pronta, la faccio accompagnare»

«Grazie! Vada pure con mia moglie, io prima vorrei portare la moto in garage»

«Cinty, tu intanto vai in camera, ti raggiungo appena ho messo la moto a nanna e controllato un paio di cose, ci metto una mezz’oretta»

«Va bene, non metterci molto…capito?» disse con un filo di voce Cinty

Con la coda dell’occhio Andrew vide il ragazzo con le valigie fare un sorrisino ma subito si ricompose quando notò che Andrew aveva girato la testa verso lui.

Portata la moto in garage e aver dato una controllatina generale, Andrew sale in camera e già, si crogiolava al pensiero di coccolarsi, sotto un bel getto di acqua calda della doccia.

«Ehi! Bel fustacchione, che ne dici, facciamo la doccia insieme? Ci stringiamo un po’ e poi più stretti siamo meglio è….»

In quel momento tutta la stanchezza di Andrew, viene lavata via dalla visione di sua moglie, dalle curve morbide dei fianchi e dal pensiero di accarezzarle la schiena, facendo scivolare le mani sulle cosce sode, baciandola dove più la fa impazzire.

 

Al mattino dopo, svegliatisi di buon’ora, dopo una notte trascorsa tra coccole e baci, Andrew e Cinty scendono nella hall dell’albergo e chiedono dove possono fare la colazione, il maitre spiega loro che il bar dell’albergo è a disposizione con tutto quello che si desidera.

«Ho una fame da lupi, dopo stanotte…altro che palestra»

«Sciocchina, hai fame perché non sei voluta andare a cena ieri sera»

«Eeeeh….devo approfittarne, sai com’è»

Seduti ad un tavolo del bar, con davanti ogni ben di Dio, progettano la giornata di visita a Sora.

 

Fine prima parte…….
 

 



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