Andrew e Cinty a Caserta Vecchia

 


 

 

Andrew e Cinty

seconda parte del

Viaggio da Grottammare a Caserta Vecchia

 

 

 

La Reggia di Caserta nei viaggi di Andrew

La Reggia di Caserta nei viaggi di Andrew

 

 

…..Seconda parte

 

«Quindi, hai deciso? Andiamo a zonzo, oppure facciamo un itinerario turistico?» chiede Andrew mentre addenta la brioche ripiena di cioccolato, appena recuperata dal vassoio della colazione, più che sontuosa, che ha ordinato.

«Ma…Tutta questa roba è per noi oppure aspettiamo qualcun’altro per colazione?», gli dice in tutta risposta Cinty

«Mi devo rimettere in forze…mi aspetta una bella giornata a Sora»

«Ok! decido io, andiamo all’avventura, ci guardiamo attorno e quello che ci attira lo visitiamo…Va bene?» aggiunge Andrew

«Andiamo a piedi o prendiamo la moto?», chiede Cinty una volta fuori dall’albergo

«A piedi, dai dammi la mano, facciamo i fidanzatini…per di qua, il centro non è lontano».

Si incamminano lungo Viale san Domenico, in direzione centro, mano nella mano scherzando e facendo battutine per prendersi in giro, come due ragazzini alla prima cotta.

La giornata era calda ma quel leggero venticello, che arrivava dalle montagne di fronte, la rendeva piacevole per una camminata.

Dopo un’oretta di camminata in mezzo a capannoni, showroom di varie ditte, come in tutte le prime periferie delle città, ridendo e scherzando, arrivano a un bivio con un ponte, dove sotto, passa il Fiume Liri.

«Dritto o a destra? Scegli tu»

«Dritto, mi ispira di più» dice Cinty

Imboccano il ponte sopra il fiume e appena passato, si trovano in una piazzetta con tre strade, a questo punto scelgono quella centrale, anche perché sembra più ricca di negozi e case di una certa fattura antica.

«Che bella!! Andiamo a visitarla?» esclama Cinty passando davanti alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo.

«Andiamo, però se vogliamo visitare Sora, non entriamo in tutte le chiese che incontriamo, lo so che ti attirano ma almeno vediamo quelle più interessanti, ok?»

«Promesso ma ora entriamo, sono curios

La struttura della Chiesa esternamente è veramente bella, la facciata presenta quattro colonne neoclassiche, con due finti campanili ai due lati.



Andrew e Cinty entrano da una delle porticine ai lati del portone centrale, appare molto luminosa, dipinta di bianco e con decori color oro sui capitelli delle colonne e i bordi delle cornici, che girano attorno all’interno della chiesa, una cupola con un affresco domina l’altare maggiore, raffigurante la cacciata degli Angeli ribelli dal Paradiso.

«Bella vero?» chiede Cinty una volta usciti

«Mi aspettavo di meglio, visto come si presenta dal di fuori, mi è sembrata un po’ spoglia» risponde Andrew, abbastanza annoiato.

«Beh! Ora che hai, eri tutto contento prima e adesso hai il muso?»

«Non ho il muso, è solo che stiamo perdendo tempo»

«Ma che due…Siamo in ferie, non rovinare subito la giornata, che era cominciata così bene, so io cosa ci vuole per te, ti offro un caffè e vediamo se c’è un dolcetto tipico della zona, così ti metti in forze per stasera…» gli dice Cinty guardandolo con due occhioni maliziosi.

Il sorriso torna sul volto di Andrew, Cinty sapeva sempre come fare per far tornare il buonumore a suo marito.

«Hai visto le case di questa strada? Prima c’era una casa bianca con l’angolo curvo e una stemma sopra un balcone, che prendeva tutto l’angolo e le finestre tutte decorate con dei fregi arzigogolati, ora invece questa, che ha quella scultura che sembrerebbe San Giuseppe con Gesù bambino in braccio e dall’altra parte invece c’è la Madonna con Bambino, chissà che significa» chiede Cinty, incuriosita da quella strana architettura, molto diversa da casa a casa.

Percorrendo, sempre Corso Volsci, sulla destra incontrano una piazza dedicata a Santa Restituta con sopra l’omonima chiesa



«Eeh no! Stavolta se vuoi vedere la chiesa ci vai da sola, io mi metto seduto qui al bar e ti aspetto, intanto mi prendo un caffè, che mi hai promesso e una pasta, tu vai se vuoi»

«Posso? Non ti dispiace? Allora faccio presto, anche perché dopo devo andare in bagno»

Andrew si siede ad un tavolino fuori del Caffè i Portici e ordina un caffè con i “Mostaccioli” dolci tipici della zona

«Non sai cosa ti sei perso»

«Io…? Niente mi sono preso un ottimo caffè e dei Mostaccioli, che sono la fine del mondo, quasi quasi faccio il bis, così ti tengo compagnia»

«Che ora è?» chiede Cinty

«Le 12,15, perché?»

«E’ quasi ora di pranzo ma non si dice mai di no, ad un ottimo caffè, però non prendo il dolce»

«Ho letto diverse buone recensioni su un localino qui vicino, si chiama Osteria dei Briganti, già il nome è tutto un programma, poi ho letto che preparano anche il baccalà, visto che a te piace, vuoi che proviamo ad andarci?», chiedse Andrew

«Va bene e tu cosa mangi?»

«Non so, poi vediamo»

Si alzano e si avviano verso il ristorante

Sono già le 15.30, quando escono dal ristorante, si guardano attorno e si incamminano verso il ponte che attraversa il Fiume Liri, per costeggiarlo e tornare verso l’albergo.

 

Rientrati in albergo, Andrew va a controllare la moto e a prepararla per la partenza del giorno dopo mentre Cinty va in camera.

«Mamma mia, che stanchezza ho i piedi che mi fanno male» dice Andrew entrando in camera

«Cinty! Tu hai fame? vuoi andare a cena oppure no?»

«Veramente io farei solo una doccia e poi a letto, sono distrutta ma quanti chilometri abbiamo fatto oggi?»

«Non so ma sicuramente molti, anch’io faccio la doccia e poi a letto, domattina ci si alza presto e si parte»

Una volta a letto, Andrew e Cinty, si addormentano di colpo abbracciati a “cucchiaietta”, come sono abituati a fare ormai da anni.

Il giorno dopo, quando un magnifico sole caldo, comincia ad essere alto sull’orizzonte, li vede già in moto diretti verso la destinazione finale, Caserta Vecchia.

 

 

 

«Ci fermiamo qui a Cassino a far colazione? Comincio ad avere un po’ di fame» chiede Cinty, battendo sulla spalla di Andrew

«Ok, ho fame anch’io, poi però ripartiamo subito, ti fumi una sigaretta e poi dritti fino a Caserta»

Arrivati alle porte di Caserta Vecchia, Cinty, salta sul sellino della moto e tutta eccitata dice

«Hai visto come si chiama quel ristorante? Ti ricorda qualcosa?»

«No!, Dove? Aah si “Alla Tana del Lupo, ci faremo un salto a mangiare va bene? Ma ora cerchiamo l’albergo».

«Come si chiama?»

«E’ un bed & breakfast e si chiama Conte Spencer. Mi hanno detto, quando ho prenotato, che è in centro, in via San Michele Arcangelo, dovrebbe essere giù di lì, stando alla mappa ma… si può entrare qui? Mi sembra tanto stretta, vedi qualche segnale di divieto?»

«No, nessuno, c’è una macchina parcheggiata là in fondo, quindi si potrà passare, poi non hai detto che ha il parcheggio privato? Quindi?»

«Sì ma con queste stradine strette e le case tutte in pietra, in questo modo, sembra di vivere in un’altra epoca»Cinty ammirata da quel paese e dallo spettacolo che le appare davanti.

Una casa in pietra grigia, con un portone dal muro spesso come un braccio e arco, appare davanti agli occhi di Andrew e Cinty, un’insegna in ferro battuto, sta ad indicare che sono arrivati al B&B che stanno cercando.

«Wow è imponente» dice Cinty»

«Se dentro è come fuori, deve essere meraviglioso» ribatte Andrew

Il signor Michele, che si presenta come il proprietario, li accoglie sulla porta e li accompagna alla camera dopo aver preso i documenti per la registrazione.

«Molto bello qui. Mi aspettavo però, le camere in stile antico, medievale, invece sono molto accoglienti, classiche, che legano bene con l’architettura della casa, complimenti», dice Andrew al proprietario.

«Grazie, molto gentile, ci teniamo ad avere una struttura accogliente e non oppressiva, come poteva essere se avessimo arredato con mobili in stile medievale, se volete più tardi, giù sotto vi offro un thè caldo».

«Grazie, molto gentile, più tardi scendiamo, che devo mettere a posto anche la moto»



Passata un’oretta, dopo essersi rinfrescati e riposati dal viaggio, Andrew e Cinty, scendono e il proprietario come promesso offre a loro un thè caldo e profumato accompagnato da biscottini secchi.

«Ora vado a mettere a posto la moto, poi facciamo due passi per il paese e domattina andiamo a Caserta, c’è un mezzo che porti vicino alla Reggia senza dover prendere la moto?» chiede Andrew al proprietario.

«Si ce n’è uno ogni ora, che parte dal Capolinea alla Chiesa di San Rocco»

Volendo questo paese è visitabile in un giorno ma Andrew e Cinty, hanno deciso di prendersela con calma e, inoltre, vogliono anche fare un salto a Caserta a visitare la Reggia ma soprattutto Andrew è curioso di sapere di più, sulle fate e i folletti, che “vivono e proteggono” questo borgo.

Come prima cosa fanno un salto a visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, che poi è il Duomo di Caserta Vecchia.

A poche centinaia di metri dal B&B, lungo via San Michele Arcangelo, si arriva in Piazza Vescovado, una piazzetta con tutti i lati chiusi da case in pietra di tufo grigia e dove solo da un lato, è attraversata da via Annunziata, che passando sotto una porta ad arco del campanile del Duomo, prosegue per il paese.

 

Casertavecchia Piazza Vescovado

 

 

La pavimentazione della piazza è in tema con il resto del paese, antico e medievale, lastricata con lastroni di pietra bianca, a contrasto con i muri grigi delle case e il grigio-ocra della chiesa, unitamente al bianco del marmo dei tre portali benedettini, e che dai suoi archivolti spuntano piccole sculture a forma di animale, poggiate su mensole. Figure simili a quelle che sorreggono le colonne su cui poggia l’archivolto della finestra in stile pugliese, che si apre al di sopra del portale centrale.

L’interno del Duomo è a forma di “T”, ovvero a croce commissa, a tre navate e quella centrale, come già si vede dall’esterno, è più alta di quasi 8 metri rispetto alle due laterali, due file di colonne dividono le tre navate, la Cupola,  nascosta da un tiburio, struttura cilindrica di forma ottagonale, esternamente è decorato da due file sovrapposte, di archi intrecciati e da tarsie policrome di derivazione islamica.

«Ecco queste 18 colonne, sono quelle che sono state portate qui dalle fate» sussurra Andrew, all’orecchio di Cinty

«Ma cosa stai dicendo? Tu ti inventi le cose»

«No, è la leggenda. Dicono che quando ampliarono la cattedrale, all’epoca normanna, usarono dei materiali di recupero di altri monumenti romani. Queste colonne provenienti, provenienti dalla cattedrale dell’antica Calatia, una cittadina a pochi chilometri dall’allora Caserta, erano troppo pesanti per essere trasportate fino a qui e poi non vi erano strade comode. Si rivolsero, allora alle fate che si trovavano sui monti Tifatini, che accettarono di portarle loro, così ciascuna, trasportò una colonna con facilità per la difficile salita, volando direttamente dalla pianura alla cima del monte, tenendo una colonna in bilico sulla testa. Certo che è una leggenda, però, il fatto è che gli studiosi, si chiedono come abbiano potuto, in quell’epoca e per queste strade, portare dei pesi così importanti fino a qui, il mistero prosegue» finisce con un sorriso Andrew guardando la faccia sbigottita di Cinty.

«Forza ora andiamo a cercare dove andare a mangiare, domattina andiamo alla Reggia», taglia corto Andrew prima che Cinty cominci a fare tutta una serie di domande, a cui probabilmente non sa rispondere.

 

 

 

«E’ andata bene la passeggiata e la cena?» chiede il signor Michele quando i due rientrano per andare a dormire.

«Si grazie ma senta e quella leggenda delle fate e del Duomo……» chiede Cinty, che non riesce a finire la frase perché Andrew la interrompe con un

«Buonanotte, noi andiamo a letto, domattina voglio andare a Caserta di buon’ora»

«Certo che sei un bel cafone quando ti ci metti. Volevo chiedergli della leggenda e tu mi interrompi»

«Perché cosa pensavi che ti dicesse? Questa è la leggenda, micca poteva dirti io lo so perché c’ero».

 

La mattina dopo, alle porte del paese, vicino alla chiesa di San Rocco, prendono l’autobus che li porta a Caserta per andare a visitare la Reggia con i suoi parchi quello all’italiana e quello all’inglese.

Il taxi li lascia, su consiglio dell’autista, all’entrata secondaria della Reggia, in Corso Giannone, da qui a detta di lui, possono decidere dove andare ma il suo consiglio, vista la splendida giornata di sole, è visitare il parco, ci vorrà tutto il giorno, poi in seguito possono visitare l’interno della Reggia.

Come entrano nel parco della Reggia, dopo aver percorso un vialetto, si ritrovano all’incrocio del viale principale e a destra, spicca la Reggia contro il cielo blu e sulla sinistra un lungo viale dove in fondo…cosa ci sarà?

«Andiamo a sinistra? Voglio vedere cosa c’è laggiù, sembra…bho! da qua non si capisce, andiamo?» chiede Cinty tutta emozionata per essere in un posto così fantastico e carico di storia.

«Sei peggio di una scimmietta, curiosini? Eeh! Dai andiamo siamo qui per questo»

Si incamminano lungo il viale, finché non arrivano ad una rotonda.

«E ora da che parte?» chiede curiosa Cinty

«Proviamo a sinistra, stando a google maps, si dovrebbe arrivare alla Peschiera grande»

«E sarebbe?»

«Mi sembra di ricordare, l’ho visto in una trasmissione televisiva, che sia stata costruita per il re da Vanvitelli, per farlo allenare nelle battaglie navali e dove poteva anche pescare, se mi ricordo bene».

«Ma come faceva a fare le battaglie navali? Come ci stavano le navi….Wow ma è enorme» dice Cinty rimanendo senza parole alla vista della grandezza della vasca.

«Ecco ora hai la risposta, hai visto quanto è grande? C’è persino un isolotto in mezzo»

 

 

Peschiera Grande con l’isolotto alla Reggia di Caserta

 

Ritornano verso il viale principale, dove incontrano una fontana in mezzo ad una grande aiuola verde contornata da statue la Fontana Margherita, proseguono, poi, per il viale del Parco Reale con in mezzo una vasca lunga circa 500 metri, che termina con un’altra fontana quella dei Tre Delfini, proseguendo sempre per il viale arrivano ad una struttura a ponte pieno di statue e dalla sommità del ponte una cascatella, camminando verso il centro del ponte, capiscono di essere arrivati ad un secondo livello del parco, una vasca come quella dei Tre Delfini prosegue verso la fine del parco e il suo colmo forma la cascata della Fontana di Eolo.

«Ci sediamo? sono distrutta ma quanto è lungo questo parco? non siamo ancora a metà»

«No siamo un po’ di più della metà, però hai ragione è lungo, dalla piantina ci sono ancora due fontane e siamo arrivati alla cascata finale, poi però bisogna tornare indietro»

«Ma tu pensa quanta gente ci doveva lavorare, per tenerlo in ordine e poi che non abbiamo visto la Reggia, ci lavorava l’intera città» dice Cinty

«Era il Re di Napoli Carlo di Borbone, micca un papparaqua qualunque, e poi non dovevano pagare gli stipendi, già era una fortuna lavorare per il Re» dice ridendo Andrew.

Dopo un po’ si alzano e proseguono la camminata verso la fine del parco vedono la Fontana di Cerere, con il bellissimo gruppo di statue e infine giungono all’ultima fontana la Fontana di Diana e Atteone, con i due gruppi marmorei di statue e la Grande Cascata alle spalle.

Dopo essersi riposati per una mezz’oretta, Andrew e Cinty si mettono sulla via del ritorno, quando ormai giunti nei pressi dell’uscita sentono un gran trambusto e tutta la gente che si gira verso un punto ben preciso.

«Fermo! Polizia! Fermati!»

Mentre Andrew si gira a sua volta verso il punto da dove vengono le grida, con la coda dell’occhio vede un’ombra scura che gli cade addosso, un ragazzo poco più di vent’anni nella foga della fuga inciampa e gli rovina addosso.

 

 

 

 

Immediatamente tre poliziotti lo bloccano e lo ammanettano, mentre un’altro chiama via radio un’ambulanza e cerca di far star sdraiato Andrew, che cerca di rialzarsi guardandosi attorno alla ricerca di Cinty.

«Stia giù, sta arrivando un’ambulanza, ha preso un brutto colpo e ha un profondo taglio alla testa» dice il poliziotto tenendo ferme le spalle di Andrew.

«Mia moglie…dov’è mia moglie, Cinty»

«Sono qui, non ti preoccupare io sto bene, non mi è successo niente, tu piuttosto cerca di stare fermo hai un bel taglio alla testa»

«Buongiorno sono il medico del soccorso 118, come si chiama?»

«Andrew»

«Bene Andrew, ha un brutto taglio alla testa, ora le mettiamo il collare e la carichiamo in ambulanza, sente dolore da qualche parte?»

«No, non direi, a parte la testa e le botte della caduta direi di no»

«Ok, la portiamo all’ospedale Sant’Anna, salga anche lei signora»……

 

….Fine seconda parte….

 

 


 

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