Agliè un paese quasi dimenticato

 


 

 

Agliè quando le serie televisive

portano un paese alla notorietà

 

 

Agliè il paese di Elisa di Rivombrosa

Agliè il paese di Elisa di Rivombrosa

 

 

Nel Canavese, in provincia di Torino, si trova Agliè, un piccolo paese entrato nella storia grazie a Filippo d’Agliè e Guido da Gozzano, poeta italiano nato da una famiglia benestante del paese, ultimamente tornato alla ribalta, per poi tornare quasi nel solito tran tran, grazie alla serie televisiva di Elisa da Rivombrosa e il film La Bella e la Bestia.

Agliè è un paesino con vicoli che vedono sorgere ai lati, casette basse con porticati che si alternano da una parte e dall’altra, per poi aprirsi nella splendida e caratteristica Piazza Castello, passando nelle vicinanze della bella Chiesa di Santa Marta.

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La storia di Agliè

 

 

Edificato su un’antica città romana, il suo fulcro era il castello, edificato a difesa di Macugnano, divenne parte dei possedimenti dei San Martino di Rivarolo e di Agliè, quando intorno alla metà del 1100, il territorio venne diviso tra i feudatari del Canavese.

Nonostante il paese, ben governato, non partecipi alla violenta ribellione dei popolani e dei contadini verso i notabili, stroncata poi nel sangue da Amedeo VII di Savoia, chiamato il “Conte Rosso“, fu saccheggiato due volte da truppe mercenarie, che però risparmiarono il castello.

I possedimenti fra cui Agliè, furono donati, a far sì che terminassero i violenti contrasti tra i feudatari canavesani, ma inutilmente, ai Marchesi del Monferrato e Agliè ne subì pesantemente le conseguenze, con devastazioni, incendi e razzie che si susseguirono per diversi anni.

Raggiunta la pace, intorno la fine del 1300, grazie ai Savoia, i Conti d’Agliè concessero agli agliesi alcune concessioni e privilegi ma fu nel ‘600, che apparve un’importantissima figura per il paese, Filippo San Martino di Agliè che, abbandonata la politica dopo l’arresto e la prigionia, ordinata senza motivi apparenti, dal Cardinale Richelieu, si dedicò all’ampliamento e restauro del castello, cessato alla sua morte, con il rifacimento della facciata sul giardino, la costruzione di due gallerie ed il cortile del palazzo.

Ripreso, dopo circa 100 anni, da Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese, secondogenito di Carlo Emanuele III di Savoia, che acquistarono il castello facendolo diventare tenuta reale e commissionando altre aggiunte e modifiche, vide la costruzione degli appartamenti e della chiesa, collegata al palazzo attraverso una galleria a due piani.

Sotto la dominazione napoleonica il castello divenne un ricovero, poi tornato nelle mani dei Savoia, subì una ristrutturazione importante degli arredi interni e vennero poi costruiti il laghetto, il grande lago e le isole che cambiarono notevolmente l’aspetto esterno del palazzo.

Oggi il Castello d’Agliè, è parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ed è visitabile.

 


 

Visitare il paese

 

 

Altri bellissimi siti nel paese, sono la già citata Chiesa di Santa Marta, la vecchia chiesa non più esistente, fu ricostruita nel 1730 dall’architetto Costanza Michaela.

La modellazione appare in tutta l’elegante semplicità del cotto piemontese, arricchito dalle terrecotte smaltate policrome di Castellamonte, un’esplosione di colore, la facciata concava è giocata su parti curve e parti piane.

Nel fianco sinistro della chiesa si erge il curioso campanile triangolare, mentre all’interno della chiesa, si notano lo stucco che con il suo bianco,non ha solo valore decorativo ma diventa un tutt’uno con gli arredi e le sculture lignee.

Chiesa di Santa Marta ad Agliè

La zona per i fedeli dove risaltano i due altari, la tribuna sul portale per il coro, il presbiterio, le tribune per gli associati alla confraternita, la sacrestia, il bellissimo coro ligneo a cui si accede tramite due scalette laterali in pietra, diventano parte dell’architettura della chiesa.

Molto interessante l’icona centrale raffigurante l’Assunta, santa Marta con il drago e san Giovanni Battista, incassata in una ricca cornice lignea laccata e la copia della SS. Sindone.

In Piazza Castello oltre al Castello Ducale si trova la chiesa Parrocchiale di Santa Maria ad Nives, che ospita, in concomitanza con l’ostensione della Santa Sindone, la copia della stessa, realizzata a grandezza naturale, solitamente conservata presso la Confraternita di Santa Marta.

Nel transetto, alla sinistra, vi è l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, l’altare dedicato agli alladiesi e quello dedicato all’Immacolata, mentre a destra troviamo l’altare dedicato a San Massimo vescovo di Riez, in una piccola urna posta sull’altare, sono conservate le reliquie di San Massimo, oltre si può ammirare l’altare di San Giovanni Bosco, ed infine quello di San Luigi Gonzaga.

 


 

Quando il Castello d’ Agliè attirava turisti

 

 

Per tutti il castello era la residenza di Elisa da Rivombrosa, la potenza della serie televisiva portò ad Agliè migliaia di turisti, tutti volevano visitare dove la famosa Elisa viveva.

La chiesa Parrocchiale di Santa Maria ad Nives nella Piazza Castello di Agliè

Dai dati del Ministero dei beni culturali, durante la fortunata serie, i turisti che arrivarono a visitare il paese e le sue bellezze furono oltre 100 mila ma una volta terminata la serie, anche il flusso turistico cominciò a scemare e a diradarsi, la Stampa di Torino in un suo articolo del 2013 evidenziò, come “Il castello e il paese non siano riusciti a sfruttare l’onda lunga del successo generato dalla tv per «fidelizzare» i turisti. Oggi, chi visita Agliè una prima volta, difficilmente ci tornerà.

I negozi, i bar e lo storico ristorante “Sole”, unico albergo del paese nei pressi del castello hanno chiuso, influiscono molto anche la mancanza di collegamenti con autobus, ed è veramente un peccato, perché le bellezze monumentali dei siti storici del paese, meritano di essere visitati e valorizzati da turisti, che sappiano apprezzare, divulgare e spingere amici e parenti a fare una gita ad Agliè.

 


 

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