Agazzano conoscete il suo Castello della famiglia Gonzaga di Vescovato?



 

Agazzano terra di castelli

la Rocca di Agazzano, il Castello della Bastardina

e quello di Boffalora

ma tanti altri ancora nelle vicinanze

 

 

La bellissima Villa settecentesca con il suo ingresso e sulla destra la Rocca di Agazzano

La bellissima Villa settecentesca con il suo ingresso e sulla destra la Rocca di Agazzano

 

 

Agazzano comune del Piacentino, posizionato nella Val Luretta, tra la Val Trebbia e la Val Tidone, il terreno è pressoché pianeggiante ma ha la caratteristica di avere all’interno del suo territorio numerosi Castelli e Rocche.

Comune che vide il passaggio, a volte disastroso, di molti personaggi illustri della storia, interessato dalla Battaglia della Trebbia, con Annibale che bloccò presso il letto paludoso del torrente Luretta, la fanteria romana.

Poi verso la fine del 1100 Federico Barbarossa distrusse molti castelli della zona e nel XVIII secolo Federico II di Svevia, saccheggiò il paese.



Il Castello di Agazzano

 

 

Intorno all’anno 1100, si affacciarono ad Agazzano la famiglia Scotti, ricca e nobile famiglia piacentina, discendenti dei Douglas di Scozia e divenuti poi in seguito, proprietari di molti possedimenti nel piacentino.

Fecero costruire il Castello e da qui iniziarono le diverse fasi della famiglia, che li vide proprietari del feudo di Agazzano, per poi essere spodestati più volte.

Dapprima da Filippo Maria Visconti, consegnando il feudo agli Arcelli, per poi riprenderne il possesso tre anni dopo e in seguito riconfermato dai Farnese signori del Ducato di Parma e Piacenza.

Il castello fu perso e riconquistato più volte, nel corso dei secoli disordinati del rinascimento, ma il possesso fu tramandato fino a principessa Luisa Gonzaga, nata Anguissola-Scotti e morta nel 2008.

Attualmente il proprietario è il principe Corrado Gonzaga figlio di Luisa Anguissola Scotti che si era unita in matrimonio con il principe Ferrante Gonzaga.

Il castello è formato nel suo insieme dalla Rocca e dalla Residenza, una villa settecentesca che originariamente era il borgo della Rocca.

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La Rocca

 

 

Si presenta con una pianta quadrangolare e alla facciata due torri angolari rotonde, ponte levatoio e il Mastio con fortificazione indipendente posto a protezione.

Nata come fortezza difensiva, al suo interno, un bellissimo loggiato nel cortile interno, raggiungibile da un doppio scalone e ampi saloni, appartamenti privati con camini rinascimentali, gli alloggi militari e le cucine.

Il Castello di Agazzano con la Villa Settecentesca alle spalle

Un ampio e bellissimo giardino con statue e fontane, circondano su due livelli la Rocca.

Una scalinata raggiunge i sotterranei, da dove un passaggio, permetteva di arrivare sino al Castello di Lisignano, a pochi chilometri da Agazzano, utilizzando anche il cavallo.

 

 

La residenza

 

 

A fianco della Rocca, dove una volta sorgeva il borgo, oggi si trova la residenza, il Palazzo ha mantenuto il perimetro e la forma ad U aperta verso il paese, una torre quadrangolare, di difesa, spicca sul lato nord.

I saloni decorati con bellissime tempere e arredati con mobili che vanno dal ‘600 all’800, anche la villa ha uno splendido giardino alla francese.

 

 

 

Agazzano terra di Castelli e Rocche

 

 

Non solo la Rocca e la Villa, sono presenti ad Agazzano ma anche il Castello della Bastardina, al confine tra Val Tidone e Val Luretta, è stato edificato nel XII secolo sulla riva destra del torrente Tidone a presidio della via del sale, che da Bobbio portava sino a Milano.

Si presenta con una pianta rettangolare, fornito di due torri quadrate sul perimetro esterno, mentre una terza torre, la più alta, è in posizione asimmetrica sul lato nord, una quarta torre, è posta in angolo e ricavata in epoca successiva, oggi è adibita a campanile del vicino oratorio.

All’interno del castello si trova un’ampia corte con un elegante porticato a nove fornici, dal quale parte lo scalone di accesso al piano superiore, con saloni arredati ed affrescati, pregevole è la galleria realizzata dal Vinceslao nel XVIII secolo.

L’ampia area che si affaccia sull’ingresso, costituì nei secoli post-medievali la corte agricola, con un oratorio e caseggiati rurali ben conservati.

Oggi il Castello della Bastardina è sede di un golf club, dispone di una sala meeting ed è disponibile per matrimoni e ricevimenti.

 

 

 

 Castello di Boffalora

 

 

Il Castello ha subito innumerevoli passaggi di mano, dovuti a fatti di sangue ed estinzioni per mancanza di eredi, inizialmente i proprietari erano la famiglia Arcelli che lo cedettero a Girardo Rustici, che fu assassinato nel suo letto durante una rapina, da qui un susseguirsi di vendite, videro proprietari i Barattieri, i Casati, i Dal Verme, i Baldini, i Radini Tedeschi, i Tredicini per arrivare agli Anguissola Scotti attuali proprietari.

Il Castello di Boffalora, ha una pianta rettangolare con cinque torri, quattro agli angoli e un dongione, la torre più alta, usata come punto d’osservazione e ingresso, posta al centro della facciata nord-ovest.

All’interno, nel cortile, si trovano un portico, al piano terra, e un loggiato settecentesco al primo piano, i grandi saloni del primo piano, hanno soffitto a cassettoni e la scalinata con la volta affrescata.

Purtroppo il Castello privato non è visitabile.



Il Fantasma del Conte

 

 

Come tutti i Castelli, quello di Agazzano, non sarebbe tale se non avesse il suo fantasma, la tragica e misteriosa morte del Conte Pier Maria Scotti detto il Buso”, perché da abile spadaccino ogni volta che colpiva una vittima con la spada lasciava il “buco”, fu ucciso da Astorre Visconti, in una locanda di Agazzano.

Il suo corpo fu gettato nel fossato che circondava la Rocca ma nonostante sia una cosa certa, il cadavere del Conte non fu mai trovato e la sua presenza si sente ancora oggi tra le mura del castello e nel giardino, porte che si aprono misteriosamente, luci che rimangono accese, vetri trovati nelle stanze e di cui non si sa la provenienza.

Interventi compiuti con diversi sopralluoghi da associazioni esperte di fantasmi hanno rilevato tracce di presenze ultraterrene.

Gli avvenimenti succeduti nel tempo e di natura inconsueta sono stati accreditati a Pier Maria Scotti che amava moltissimo Piacenza e il piacentino, si crede quindi che non abbia voluto allontanarsi completamente da questi luoghi.

 

 

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